Udinese, Samp e una festa per Totò

Udinese, Samp e una festa per Totò

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Con ormai in tasca la certezza di aver acquisito i punti ed il diritto di andare a disputare, nel corso del campionato 2015-2016, la ventunesima stagione consecutiva in serie A, una sorta di record per una formazione rappresentante di un territorio non compreso nelle aree metropolitane, l’Udinese ospita per il quart’ultimo turno di campionato la Sampdoria.

Un incontro che, a guardare la classifica in maniera passeggera e superficiale, dovrebbe interessare i soli blucerchiati, impegnati a rincorrere un posto per la partecipazione alla prossima Europa League. Ed invece si tratta di un match nel quale, date le particolari circostanze che l’hanno preceduto e che toccano quello che dell’Udinese è l’attuale capitano e uomo-simbolo, i friulani hanno tutte le intenzioni di ben figurare, portare a casa l’intera posta e cercare di migliorare ulteriormente la posizione in classifica.

Tralasciando l’eventualità che il folletto partenopeo con la casacca bianconera numero dieci riesca a rimpinguare il suo già lauto bottino di reti realizzate nella massima serie, fermo al momento a quota 206, una in piu’ di un certo Roberto Baggio, domani pomeriggio, sarà in ogni caso il Totò Di Natale-day. Previsti nel pre e nel dopo-gara programmi e manifestazioni atti a celebrare nella maniera piu’ degna questo monumento vivente del calcio friulano. Non va poi dimenticato il fatto prettamente sportivo, l’incontro di calcio tra friulani e liguri, ricco di spunti tra passato e presente.

Udinese-Sampdoria, sfida che il calendario negli ultimi anni ha sovente collocato nel contesto di finali di campionato incandescenti, ha spesso rappresentato una sfida che per entrambe o almeno per una delle due contendenti rappresentava un importante crocevia con orizzonti europei. Come si nota, la partita non sfugge a questa regola nemmeno stavolta, con l’Udinese che si sarebbe potuta sedere al tavolo delle pretendenti ad un pass continentale se solo non avesse buttato al vento quattro punti nelle partite interne giocate con Cesena e Cagliari ed avesse affrontato col giusto spirito partite letteralmente non giocate come le trasferte di Cesena e Parma o come il match interno al cospetto del Palermo.

Come detto, l’obiettivo rimasto a Stramaccioni ed i suoi resta la possibilità di migliorare ulteriormente sotto il profilo del gioco, della ritrovata intesa tra i reparti, dei risultati e della classifica, fattori tutti propedeutici alla stagione prossima ventura. Udinese-Sampdoria segnerà poi la giornata dei grandi ritorni in Friuli nei panni di avversario. Se quello di Andrea Coda, ne siamo certi, sarà sottolineato da applausi, è tutta da valutare l’accoglienza che verrà riservata a Luis Muriel. Trattando in queste ore l’argomento del ritorno sull’opposto fronte del puntero colombiano, gli addetti ai lavori si sono divisi nel considerare il giocatore un grande rimpianto per la società bianconera o l’essere di parere opposto. Ed il dubbio permane anche sul trattamento che gli spettatori di fede friulana gli vorranno concedere. Storicamente la piazza di Udine, fedele alla propria vocazione di platea costituita da un pubblico appassionato, competente, ma soprattutto corretto, non si è mai abbandonata a scene di prevenuta acredine verso determinati giocatori per ragioni piu’ o meno nascoste. Per taluni ex, vedi Quagliarella o Handanovic, che hanno lasciato Udine attratti da comprensibili ragioni di carriera ed economiche, il ritorno da avversari è stato sottolineato da autentiche ovazioni. Nel caso di Muriel, a priori sorge il dubbio che possa finire in maniera diversa rispetto ai casi testè citati. Perchè nel bene e nel male il friulano piu autentico è fatto così: ringrazia e non dimentica. E’ consapevole e riconoscente del bene del quale è stato fatto oggetto cosi’ come è capace di far riaffiorare, con memoria e puntualità elefantiaca, con spirito critico e per un atto di pura coerenza, i momenti controversi delle sue relazioni con il prossimo. Ed in quest’ultimo senso, il mai nascosto desiderio di fuga da Udine del colombiano, manifestatosi da tempo e realizzatosi a gennaio di quest’anno per volontà ed intercessione dell’istrionico presidente blucerchiato Massimo Ferrero, potrebbe avere il suo peso.

Altro motivo che potrebbe far pendere il tifoso o lo sportivo piu’ indecisi per una domenica da trascorrere allo stadio è la possibilità di vedere in campo un’altra stella del football mondiale dell’ultimo decennio: Samuel Eto’o. Un campione capace di vincere molto in giro per il mondo, ma caratterialmente e professionalmente diverso da quello che sarà per forza di cose, comunque vada a finire questa sfida, l’eroe di giornata. Un eroe che evoca in una prospettiva rovesciata la massima latina dell’ubi major, minor cessat. Per i friulani, quel “major”, sarà sempre lui, il numero dieci, il capitano, Antonio “Totò” Di Natale, per il quale è pronta quella festa che lo celebrerà quale icona del calcio friulano del nuovo millennio. E se festa dev’essere, che festa sia.

Sergio Salvaro @MondoUdinese

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