Udinese, sconfitta pesante

Udinese, sconfitta pesante

Buon Natale, scrivetegli presto una lettera chiedendo come regalo una salvezza che quest’anno sembra davvero complicata per l’Udinese

di Redazione

Spal, Frosinone, Cagliari: saranno queste le partite che determineranno se questa insulsa Udinese potrà giocarsi la salvezza senza l’acqua alla gola, oppure dovrà pregare i santi nel cielo che il Bologna e il Frosinone (il Chievo è già distantissimo), facciano peggio.

Contro l’Inter il buon Nicola spera di ripetere la gara con la Roma: tutti dietro e marcature strette, ma senza osare si va poco lontano, anche perché l’Inter di occasioni ne ha avute, anche se poi è servito il VAR per determinare il rigore decisivo segnato da un Icardi fino a quel momento impreciso.

L’Udinese è poca cosa. Tanta difesa, qualche contropiede senza velleità, imprecisioni infinite di Fofana, un Mandragora che vale venti milioni come Galbagini ai suoi tempi ne poteva valere 15 (non ce ne abbia l’ex difensore), Behrami fermo davanti alla difesa, De Paul lezioso anche se come sempre tecnico e Pussetto troppo solo, con Lasagna ancora in panchina per una dualismo che non è più solo un’ipotesi giornalistica, ma potrebbe diventare un’ipotesi di mercato.

Tre gare ora per finire il girone e guadagnare quella quota 20 che è misera, ma almeno dà un po’ di morale, ma questa squadra costruita con troppi doppioni e sempre impaurita e anemica davanti, rischia sempre contro squadre affamate. Saranno tre finali da non perdere assolutamente altrimenti sono davvero cazzi amari, perché quest’anno il campionato è molto più competitivo in tutte le fasce e quella salvezza, come detto – Chievo a parte – è tutta da vedere.

Oggi come oggi l’Udinese non sembra poter competere davvero con nessuno: troppo debole dianzi alle grandi (solo con la Roma ha fatto davvero bene), troppo timorosa con le altre. Ma senza una svolta la B questa volta rischia di essere un fantasma da paura.

Peccato solo che a gennaio non pare che il club voglia contribuire rimediando sul mercato ai danni estivi, anzi si prevedono cessioni e non ci si scandalizzi se verrà sacrificato qualche nome (De Paul oggi è appunto un lusso abbastanza inutile visto che preclude un posto a una punta).

Poi c’è il solito modulo: difesa a tre che rende la squadra una banda del buco, difesa a quattro che rende l’attacco ancora più anemico. Mancano individualità, mancano giocatori di fascia che cerchino il fondo (benino comunque nel buio D’Alessandro), mancano centrocampisti che dettino tempi e gioco. Manca soprattutto un club che appaia presente.

Buon Natale, scrivetegli presto una lettera chiedendo come regalo una salvezza che quest’anno sembra davvero complicata.

Dall’altra parte l’Inter che non ha di certo incantato, ha quei campioni che fanno la differenza anche se obiettivamente Spalleti sembra ancorato a un gioco oramai superato. Auguri anche a lei.

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