Udinese, tra confronti, problemi, errori e progetti

Udinese, tra confronti, problemi, errori e progetti

La sconfitta di Milano, oltre a Valeri, ha lasciato anche dubbi: non vorremmo che il tesoretto iniziale conquistato bene o male che sia, venga gettato alle ortiche da vari problemi, che come succede in questi casi vanno distribuiti equamente.

IL CONFRONTO  La bistrattata squadra di Guidolin alla stessa giornata aveva 16 punti, con tre gol fatti in meno, ma anche due subiti in meno. Due i rigori a favore, due subiti, contro lo zero ricevuti oggi contro i quattro fischiati contro. Di Natale, nonostante tutto è ancora il leader maximo, con Muriel anche oggi oggetto misterioso. L?anno scorso c’era un portiere in crisi, quest’anno uno che ha regalato almeno 8 punti in classifica. Il che significa che senza Totò e senza Karnezis sarebbe una Udinese da retrocessione? Non scherziamo!

LA RESTAURAZIONE Il problema è stato che il cambiamento radicale che si è scelto sta mostrando alcune lacune. Prima fra tutte il mercato estivo: se l’intenzione era quella di passare alla difesa a quattro, già l’anno scorso da molti consigliata, perché puntare su terzini che non posso garantire il miglior rendimento di questo modulo? Widmer a parte (buono, ma non ancora un Helveg per fare un esempio), non ci sono giocatori che nell’uno contro uno saltano l’uomo, i cross arrivano spesso dalla trequarti, se non peggio quando si deve adattare gente come Domizzi a giocare laterale sapendo che non ha il passo. Strana ha Alhassan  e Faraoni, ma che fine hanno fatto? Utili o meno, nei momenti di emergenza siamo certi che averli con sé non sia utile?
Inoltre si è venduto Lopez senza avere un ricambio in casa, credendo ciecamente in Muriel.
Finiamo con la mediana, costruita con gente che di gol ne ha fatti sempre pochino: i classici mediani, appunto, con Allan che ancora non ha segnato in a e Guilherme che ha qualità, ma è giovane e non ha dimostrato ancora tutte le caratteristiche per cui è stato preso

LE INDECISIONI Si è deciso di giocare con due punte, dopo anni di una sola punta. Ma in mancanza di alternative (Gejio, Zapata non possono essere salvatori della patria, sarebbe come rimpiangere Banchelli, con tutto il rispetto), forse in alcune partite piuttosto che portare Therau a pressare il terzino avversario, forse sarebbe stato utile rimpolpare di trequartisti la squadra: Fernandes però non è più lo stesso, Rovini è stato dato in prestito all’Empoli dove non gioca, (vale lo stesso per Aguirre, per questo torneranno probabilmente a gennaio), Kone ha grinta, ma ancora non ha fatto vedere che sa incidere come giocatore offensivo. Insomma la coperta comunque la metta Strama, appare corta da qualche parte. Si attende il rientro di Silva, un mistero visto che doveva essere pronto già da settimane. Ma poi è il Silva di due anni fa o quello dell’anno scorso? Se così fosse a sinistra sarebbe un bel casino, tanto per fare anche un po’ di satira politica.

IL CALENDARIO Attenzione a non sottovalutarlo pensando solo alla prossima gara. Serve una visione ampia, Inter, Verona, Samp e Roma nell’ordine possono far risalire tranquillamente l’Udinese come farla precipitare. Dipenderà da sé stessa, da come saprà reagire, da come saprà trovare soluzioni offensive

LA PAURA C’è chi nega, ma la sensazione che si ha è che il lupo perde il vizio ma non il pelo. L’anno scorso la squadra sembrava giocare con paura, la classifica era esasperata talmente tanto che si voleva raggiungere quota 40 prima di tutto, creando un’ansia che si notava anche in campo. Non vorremmo che l’ansia dei 40 punti fosse un’ossessione anche oggi, perché inconsciamente la squadra gioca contratta, almeno per parti di gara.

IL MERCATO Pozzo l’ha detto: la società ha ambizioni, ha uno stadio che vuole presentare con una squadra se onda Europa già pronta per lottare per averla. Il progetto è chiaro, se serve si interverrà. Servirà.
Aguirre, Rovini, Acquah per ora i nomi più credibili usciti, che rientrano pienamente nella politica societaria, che stadio o non stadio non cambierà. Chi dice che quest’annno si è presa gente d’esperienza, si dimentica che l’anno scorso la media complessiva anagrafica a quest’ora era di 24 anni, oggi la rosa è cresciuta qui di due, cambia poco, Kone, Therau sono acquisti mirati cercati da tempo, non colpi dell’ultimo minuto solo perché approvati dall’allenatore. L’Udinese non ragiona così, non lo farà mai.

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