Udinese, traguardo molto vicino

Udinese, traguardo molto vicino

L’Udinese si presenta a Milano contro l’Inter per mettere il timbro ufficiale sul passaporto salvezza. E per guardare al futuro dando continuità di prestazioni

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La “sei giorni” dell’Udinese, fatta di tre impegni di campionato molto ravvicinati, si conclude oggi nella citta’ che, in tempi andati, era protagonista di un’altra “sei giorni” molto famosa, che aveva attinenze con il mondo del ciclismo su pista: Milano.

Avversaria l’Inter, squadra che, per l’interpretazione alquanto anomala data al proprio campionato, puo’ essere affiancata a quella Fiorentina che l’Udinese ha battuto nell’infrasettimanale di mercoledi’ grazie ad una nuova, convincente gara della gestione De Canio 2.0. Il team nerazzurro in questa stagione era partito con il piede giusto, pareva aver acquisito quella mentalita’ da grande squadra voluta dal tecnico Roberto Mancini, il quale per l’ennesima volta era stato accontentato su tutti gli obiettivi da lui individuati in sede di campagna di rafforzamento, nel rispetto di questa sua figura all’interno della societa,’ piu’ vicina alle caratteristiche del manager all’inglese che a quelle del tecnico all’italiana, capace quest’ultimo di orientare ma non di decidere le strategie di mercato del club del quale e’ alle dipendenze.

Nomi altisonanti, ma evidentemente squadra che era ancora lontana dall’essere tale. Nella fase di campionato in cui la Beneamata deteneva e difendeva il primato e di fronte a ripetuti successi di misura riportati dai milianesi, le scuole di pensiero erano essenzialmene due: squadra di carattere pronta a difendere il risultato grazie ad una retroguardia quadrata ed arcigna da un lato, sqaudra non capace di sviluppare un gioco teso alla ricerca e al raggiungimento ripetuto della marcatura, e destinata pertanto a sciogliersi alle prime difficolta’ dall’altro. In questa fase di vittorie risicate l’eccezione fu rappresentata proprio dal match di andata ad Udine, dove il 4-0 finale in favore di Icardi e compagni maturo’ in maniera vistosa solo nel finale di gara e puni’ le zebrette oltre i propri, comunque sussistenti, demeriti. Per contro, i detrattori degli interisti videro avvalorate le proprie tesi che non erano solo frutto di un “gufare” nel momento in cui l’Inter dapprima inizio’ a pareggiare incontri che avrebbe potuto e dovuto far suoi per legittimare le proprie ambizioni da scudetto, poi perse inopinatamente due partite interne contro Lazio e Sassuolo, e fini’ poi col subire i due colpi di grazia in prospettiva scudetto che furono, anche a livello psicologico, le due batoste con identico punteggio patite dagli storici rivali della Juve a Torino, la prima in campionato e la successiva in Coppa Italia. Questa in sintesi la stagione da “vorrei ma ancora non posso” della quale e’ stata protagonista l’Inter. Che si e’ resa interprete nel mezzo anche di match dove il sussulto d’orgolgio e’ stato evidente, vedi la mancata vittoria all’”Olimpico” contro una Roma lanciatissima o il successo interno contro un Napoli ormai consapevole della propria resa nella lotta per il tricolore. Fino ad arrivare a mecoledi’ scorso, turno di campionato che ha segnato a Genova contro il Grifone dell’inviperito ex Gasperini una nuova tappa di quest’Inter che crea, non concretizza e poi viene punita irrimediabilmente.

L’Inter arrabbiata e disperatamente aggrappata al sogno divenuto ormai quasi impossibile di raggiungere la Roma al terzo posto. Per contro, per un’Udinese che dopo i fondamentali nonche’ meritati tre punti ottenuti contro la Viola vede il traguardo salvezza a portata di mano, sara’ importante capire una volta di piu’ quanto il lavoro di De Canio stia incidendo a livello psicologico sulla formazione bianconera. Ferme restando la forza e la prevedibile rabbia agonistica dell’avversario, e’ l’Udinese che dovra’ dimostrare se, con la forza di nervi un po’ piu’ distesi ed in una partita nella quale tutto quello che arriva e’ altro fieno in cascina sulla strada che conduce alla salvezza, l’undici friulano ha davvero la solidita’ mentale per giocarsela alla Scala del calcio e tentare quel colpo a sorpresa che potrebbe avere un doppio risvolto. Da un lato, salvezza matematica quasi raggiunta; dall’altro, una vittoria clamorosa a San Siro o comunque una prestazione brillante e convincente coniugata al conseguimento di un risultato positivo, potrebbe indurre la societa’ bianconera a valutare in maniera attenta ed oculata la possibile riconferma in panchina di Gigi De Canio per il prossimo anno.

Sul fronte formazione, il tecnico lucano recupera Felipe e dovra’ risolvere il dilemma di chi schierare da esterno sinistro di centrocampo, vista la squalifica di Adnan e l’indisponibilita’ di Armero. Questa maglia da titolare se la giocano l’ex Giovanni Pasquale o Edenilson spostato di corsia rispetto alle proprie abitudini. Per l’Inter, formazione tipo con la solita parata di stelle, le quali, con grande, nuovo rammarico dei supporters nerazzurri, anche quest’anno sono rimaste a guardare altre compagini disputarsi lo scudetto e, soprattutto, gli acerrimi rivali della Juventus marciare spediti verso il loro quinto titolo consecutivo.

Sergio Salvaro@MondoUdinese

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