Udinese, tutti in discussione. E Pozzo incontra i senatori

Udinese, tutti in discussione. E Pozzo incontra i senatori

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Udinese sull’orlo di una crisi di nervi? Vista da fuori la situazione in casa bianconera appare nebulosa e sull’orlo del precipizio. Vista da dentro tutto appare moderatamente più tranquillo.

SENATORI Pozzo ha voluto chiamare nel suo ufficio i tre senatori, Danilo, Domizzi e Di Natale. Un faccia  faccia durato circa 60 minuti, dove il Paròn ha voluto capire se davvero nello spogliatoio c’è unità d’intenti. Non è una novità, già l’anno scorso ci sono stati altre tre incontri di questo tipo che avallano la tesi dello stesso Pozzo che questo sia uno ‘spogliatoio difficile’.
Allora a pagare fu Stramaccioni che proprio ai senatori non piaceva più. Facile immaginare il perché, vista la linea verde che aveva intrapreso l’allenatore di San Giovanni.
Oggi Colantuono non sembra avere contro lo spogliatoio, anche se i metodi di allenamento e di gestione da generale di ferro è facile immaginare che a non tutti piacciano.
Pozzo del resto quando ha cambiato lo ha fatto proprio perché ha ritenuto Strama inadeguato a gestire un gruppo eterogeneo. Ha scelto Colantuono perché ha esperienza e non è di certo uno che si fa mettere i piedi in testa.
Ecco perché ha voluto incontrare i tre tenori: voleva capire se questa intenzione iniziale sta trovando conferme.

TUTTI IN DISCUSSIONE La situazione non sta degenerando, ma una prestazione sotto tono e senza reazione (e senza risultato…) a Bologna, potrebbe davvero far prendere decisioni drastiche. Non un esonero come si legge in giro, ma un ritiro punitivo. Come accaduto l’anno scorso, magari a Gradisca, lontano dalle luci della città, magari fin da subito lungo. Senza risultato sotto le Due Torri è possibile, infatti, che la squadra bianconera non passi nemmeno per casa a salutare. Poi il calendario dice Genoa, Verona e Frosinone. Un poker di gare dove la squadra può raddrizzarsi definitivamente o affondare, una serie dove Pozzo non fa tabelle, ma si attende almeno 7 punti in modo di dare respiro a una classifica che sta diventando preoccupante. Per il Paròn oggi sta succedendo quello che è accaduto al primo anno di Guidolin, con una partenza falsa che ha visto i bianconeri soccombere nelle prime cinque giornate per poi arrivare in Europa.
Da fuori questa appare una suggestione, visto che allora c’erano giocatori di prim’ordine, ma è anche vero che questa Udinese non può essere così brutta come visto in alcune fasi di gare di questo avvio.

VERSO BOLOGNA C’è Lodi, il nuovo arrivato, che non ha di  certo il ritmo partita e non è pensabile immaginarlo dal primo minuto in una gara chiave. Per cui gli interpreti in  mezzo rimarranno quelli visti fino adesso, anche se c’è da capire se Colantuono ha davvero intenzione di proseguire sul 3-5-2 oppure vuole riproporre il suo caro 4-4-2.
Non è solo una scelta di numeri: è possibile che il primo modulo sia da sempre chiesto proprio dallo spogliatoio, del resto anche l’anno scorso Strama ha dovuto applicarlo fin dall’inizio per non stravolgere idee (e gerarchie) consolidate. Ma ora il passato sembra davvero l’ombra da archiviare, insieme a tante altre che aleggiano sul ‘Friuli’. Non sono solo numeri, ma anche l’inevitabile cambiamento di posizione consolidate che sta dietro a questo cambiamento. Che non può essere solo temporaneo, come accaduto anche l’anno scorso, ma una scelta decisa. Continuare o cambiare. In fondo è lo stesso dubbio che hanno tutti in questo momento.

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