Udinese, tutto può accadere, il destino è nei suoi piedi.

Udinese, tutto può accadere, il destino è nei suoi piedi.

Il giorno del derby è grigio, nuvoloso, un clima che solo con la fantasia rievoca quando negli anni ’80 Udinese-Verona si giocava con un freddo pungente, Zico vestiva la calzamaglia, Fanna giocava con le maniche corte da buon friulano. Altri tempi, altro tempo: il meteo oggi non influirà di certo sulla gara, sul campo, viscido o meno, ci sarà solo da battersi. L’Udinese deve e vuole dimostrare che è squadra davvero, che il secondo tempo dell’Inter è merito suo e non dovuto a n calo degli avversari, come qualcuno ha insinuato. Che poi è anche una ovvietà pensandoci: se una squadra pressa, l’altra si difende, ci pare, poi è brava se reagisce cosa che l’Inter non è stata capace di fare perché l’Udinese ha dimostrato quel che sa fare.

Appunto, l’Udinese può fare partite come quella con l’Atalanta o cadere come col Genoa. Frutto di una adolescenza che deve superare, perché Stramaccioni sta costruendo con dovizia una futura casa, ma serve non perdersi in fronzoli. La classifica parla chiaro: se i bianconeri dovessero vincere farebbero un salto davvero importante verso obiettivi che poi diventano ambizioni, e non è cosa da poco.

Dall’altra parte un Verona ferito, ma non morto che con Mandolini nonostante le assenze sa come reagire: o almeno questo si è studiato durante la settimana. Sapendo che l’Udinese giocherà con tutta probabilità con il 3-5-1-1 o il 3-5-2 è possibile che abbandoni il 4-3-3 alzando le ali proprio per avere parità numerica in mezzo dove si giocano di solito tutte le carte nel calcio. La qualità dice che oggi l’Udinese è superiore, ma questa è carta, quel che conta è la fame. C’è poco da fare, i moduli vanno bene se interpretati con personalità.

Per cui più di tutto conteranno le motivazioni: di solito chi si deve salvare ha qualcosa in più, chi sta meglio rischia di rilassarsi. L’Udinese l’ha già fatto e abbiamo visto che cosa è successo. Qui sta la chiave del derby. Sotto un cielo grigio un raggio di sole potrebbe illuminare qualcuno, poi se fosse pari, forse dopo una prevedibile battaglia, non c’è che da continuare a guardare avanti. Perché queste partite sono quelle che una volta si diceva sono davvero da tripla. Senza  però scordare le qualità dei bianconeri e i loro sogni, dichiarati perfino da Pozzo: il futuro non è arrivato, ma va iniziato a costruire.

©Mondoudinese

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