Udinese, un epilogo amaro

Udinese, un epilogo amaro

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Si è conclusa la stagione al “Friuli “, un epilogo che definire amaro è riduttivo, considerando che i tifosi friulani hanno visto perdere la loro squadra del cuore tra le mura amiche in ben otto occasioni.
Il match con il Sassuolo era l’ideale per cercare di chiudere nel migliore dei modi una stagione contraddittoria, di alti e bassi, che ha visto l’Udinese grande con le grandi e debole con i deboli. Purtroppo sappiamo tutti com’è finita, ennesima sconfitta interna per gli uomini di Stramaccioni e un arrivederci alla prossima stagione.
Congedarsi in questa maniera dai propri tifosi non è il massimo della vita, è evidente che chi vuole il bene di questa squadra e questa società si aspettasse qualcosa di più da questa stagione.
Diventa sempre più complicato cercare di analizzare le prestazioni dell’Udinese, il rischio è di diventare monotoni e ripetitivi ma i difetti ed i limiti della squadra friulana sono sempre gli stessi da inizio campionato.
La gara con il Sassuolo è stata la fotografia della stagione bianconera. Una buona partenza, primo tempo giocato alla pari per poi smarrirsi definitivamente dopo la rete avversaria subita.
In questa stagione l’Udinese, proprio dopo un buon avvio, si è smarrita, non è riuscita a sfruttare le diverse occasioni avute per compiere quel salto di qualità necessario per ambire a qualcosa di più della semplice salvezza e ha chiuso il campionato senza acuti, deludendo i propri tifosi.
E’ corretto comunque dire che l’episodio del penalty non concesso ai bianconeri su un fallo di mano evidente del giocatore del Sassuolo ( sullo 0-0) avrebbe potuto cambiare l’andamento della gara e magari l’esito ed i giudizi sarebbero stati diversi, ma ormai è andata cosi’.
L’annata è sfortunata, questo è certo, in ogni caso l’Udinese non è mai rimasta invischiata nella lotta salvezza, l’obiettivo primario è stato raggiunto con largo anticipo, ma è mancata la continuità nei risultati e nelle prestazioni. L’Udinese ammirata per lunghi tratti a Roma contro i giallorossi o contro le big ha offerto prestazioni sempre all’altezza della situazione, mostrando carattere e personalità, i punti che mancano sono quelli persi contro le squadre alla portata dei bianconeri, ed è un dato su cui riflettere.
Chi ha seguito attentamente l’Udinese in questa stagione sa benissimo che questa squadra ha fatto vedere delle cose molto buone e altre pessime, ma dire che i bianconeri hanno deluso dall’inizio alla fine non è corretto e non corrisponde alla realtà dei fatti. Serve equilibrio nei giudizi, sappiamo tutti che l’Udinese possa fare molto meglio di così, Stramaccioni in primis, e che le potenzialità di questa squadra siano ben altre rispetto all’attuale classifica, anche se in vista della prossima stagione urgono rinforzi soprattutto a centrocampo.
Uno dei pochissimi lati positivi del pomeriggio al Friuli è stato il ritorno in campo di Simone Scuffet che ha dimostrato di non essersi arrugginito in panchina e di meritarsi un posto da titolare in serie A, che sia a Udine o altrove. Ragazzo serio, umile, intelligente, Scuffet si è rivelato già un grande professionista accettando una situazione certamente non semplice ma fondamentale per la sua crescita. L’applauso rivolto dal pubblico friulano a lui e Karnezis è di quelli da ricordare, una standing ovation da brividi, meritata per entrambi.
Auguriamoci invece che la gara con il Sassuolo non sia stata davvero l’ultima apparizione al Friuli di Totò Di Natale, perchè un epilogo del genere per un campione simile che ha fatto la storia di questa società sarebbe davvero triste ed ingiusto. Motivo in più per proseguire a Udine caro Totò e continuare a divertirti e a divertirci insieme.

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