Udinese, un pari giusto tra molte sfumature

Udinese, un pari giusto tra molte sfumature

Il Genoa è alla ricerca dell’Europa in quel Fort Marassi che non vede la vittoria da quattro gare. L’Udinese deve finire in bellezza la stagione, lo pretende la società, lo vogliono i tifosi: queste le premesse della gara. Poi ci si addentra e si scopre che entrambe le squadre non sono al meglio, con formazioni non proprio tipo. E poi, e poi questa gara non è mai banale e lo si capisce fin dalle prime battute, quando il lanciato (nel vero senso del termine) Perica sbaglia a tu per tu con Lamannna. Una gara da sempre ricca di reti e di emozioni, non poteva non essere così anche adesso: ma le belle partite, si dice, sono figlie degli errori.

L’Udinese mangia uova dolci, comunque: crea, anche se sbaglia troppo, il pari è giusto, ma senza certi sbagli come sarebbe potuta andare? I se e i ma nel calcio servono come una caramella zuccherata per l’influenza, però si ragiona ancora una volta su questo. 

LA PARTITA A Marassi l’Udinese si presenta con novità importanti: fuori Di Natale per lanciare Perica (scelta che andrà approfondita….): difesa a quattro perché neolatina del grifone, contro il tridente rossoblu, serve pensare anche ad arginarlo. Ciò non significa che l’Udinese si rintana, ‹ duttilità › è la parola d’ordine di sempre. per cui in fase di possesso ecco spostare l’ago del modulo verso il 3-5-1. In partenza però è linea a quattro con Piris, Heurtaux, Wague e Silva. Mediana con Widmer, Pinzi, Guilherme e Kone; davanti Thereau e Perica.
Partenza a razzo per l’Udinese che si dimentica Perica in ben due occasioni (clamorosa la prima), e rossoblu storditi.
Proprio il croato stupisce per come si muove, per la velocità che esprime e la forza nel contrastare alto. Tutta la squadra gira bene, ma anche il Genoa si fa sentire con una punizione impertinente al 9’, tanto peri rocrdare che tipo di partita sia questa.
La gara è aperta, ma nel calcio regna il detto che chi sbaglia paga: e così a,l 19’ Costa mette in mezzo per De Maio che anticipa tutti (difesa non immune da colpe) e sigla il vantaggio.
L’Udinese reagisce con Guilherme che mette in moto Widmer e ancora Lamannna a salvare il Genoa.
Ultimi 15 minuti della prima frazione con vistoso calo bianconero e conseguente aumento del pressing del Genoa. Solo allo scadere si rivedono i bianconeri con Piris al tiro da fuori, ma difesa genoana davvero disattenta. Il motivo della gara è proprio questo: squadre che giocano, ma difese non sempre all’altezza (vedi errore di Piris allo scadere)
Nella ripresa nessun cambio inizialmente. Il ritmo partita iniziale non c’è, il Genoa ha capito come schierarsi e come colpire: Karnezis ne sa qualcosa.
L’Udinese non è fortunata: si infortuna Heurtaux, il Genoa reclama un rigore. Entra Allan, altro escluso eccellente, non cambia il modulo, non cambiano le cose.
La gara continua con Kone che cerca di strafare, ma sempre poca concretezza. Per fortuna che gli errori non li commette solo l’Udinese: al 67’ Thereau anticipa la difesa genoana e segna il pareggio, meritato e lo dicono anche i numeri della partita.
Arrivano i cambi, per necessità o per virtù: entro Di Natale (per Perica), Badu (per Kone), Kucka e Niang per il Genoa. Alla fine però la vecchia ‹ ics › sembra essere il logico risultato di una partita aperta, combattuta, ma anche con molte cose su cui riflettere.

NOTE Un solo italiano in campo per l’Udinese (Pinzi): anche questo è calcio moderno, non piace però e questo è un sentimento abbastanza collettivo non solo a Udine. Il futuro bianconero è pieno di gioventù friulana che cresce, magari già in questa stagione troveranno spazio, intanto rimane il dato oggettivo.
Altra nota: Di Natale seduto in panchina anche nel quarto d’ora di riposo tra i due tempi, mentre i compagni si scaldano e gli altri sono negli spogliatoi. Poi entra e fa il suo nel finale.
CONCLUSIONI Il gioco cresce, questo è palese, la duttilità dei giocatori c’è così come esistono ancora troppi errori. Questa la fotografia a freddo della partita, poi le sfumature andranno analizzate con più calma, perché di spunti ce ne sono (vedi note). A dieci giornate dalla fine la squadra mostra il coraggio e la concretezza necessaria per uscire indenni da questo stadio. Il vero volto dell’Udinese è ancora da scoprire, però a consolare sono i giovani come Perica, il futuro da valutare in  queste gare.

©Mondoudinese
(foto Il Secolo XIX)

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