Udinese, sempre più in basso

Udinese, sempre più in basso

L’Udinese anche in questa occasione non perde l’attimo per giustificare il silenzio dei tifosi bianconeri, il miglior modo per dissentire civilmente contro una società che ha imparato come insegnare, ma dimenticato come imparare.

di Redazione

Il grande Mike Bongiorno in un famoso spot degli anni ’80 annunciava dalla vetta del Cervino “sempre più in alto!“. L’Udinese nel 2019 dallo stadio Olimpico annuncia ufficialmente a chi non lo sapesse “sempre più in basso“. Non solo in classifica, ma come gioco, come personalità, come errori (decisamente fantasmagorico quello che ha favorito la rete di Aina, da mostrare ai ragazzini per fargli capire come non si può arrivare in Serie A in queste condizioni).

L’Udinese di Nicola è priva di tutte quelle qualità che le potrebbero dare una speranza di salvezza, viene quasi da sorridere se non fosse da piangere che l’unica a non rendersi conto della situazione è la stessa società che addirittura riesce a contestare chi la contesta, prendendosela perfino col sindaco, “reo” di aver detto che una retrocessione sarebbe un male per la città.

Ma come abbiamo già detto la Serie B, oltre a regalare forse derby con Pordenone e Triestina, farebbe tornare in campo quegli italiani che oggi sono come alieni in una società che pur di apparire parsimoniosa prende giocatori ovunque, come se in B o in Lega Pro non esistano più giocatori stile Giannichedda (arrivò dal Sora), Ametrano (dall’Ischia), Iaquinta (dal Castel di Sangro, mica dal Real Madrid). Invece dobbiamo sopportare l’insolenza tattica di De Paul, l’inadeguatezza di Fofana, la pochezza offensiva di Okaka e Pussetto, con Lasagna che da capitano è stato degradato inspiegabilmente a soldato semplice. Mandragora, mister 20 milioni ci si chiede che ruolo abbia, va meglio D’Alessandro che però ha il limite (come Larsen) di giocare col solito, stantio, noioso, prevedibile e dannoso 3-5-2. Ricordiamo che Nicola da sempre ha amato la difesa a quattro…

Ma con questi giocatori anche difendendosi in undici (come sta facendo del resto la squadra), l’errore arriva e Nuytink dovrebbe spiegare la sua marcatura, ma tutta la difesa è messa male. Per non parlare del rigore di De Paul, anche questo da far analizzare ai giovani per fargli capire come non si tira dagli undici metri.

Se aggiungiamo i pochi gol fatti (18, solo 2 di testa) contro i 31 subiti allora capiamo che salvarsi sarà un’impresa. Eppure il Torino ha pure commesso errori dimostrando di non essere una squadra alla pari di chi lotta per l’Europa, ma nonostante nemmeno Mazzarri abbia dato molto ai Granata, l’Udinese anche in questa occasione non perde l’attimo per giustificare il silenzio dei tifosi bianconeri, il miglior modo per dissentire civilmente contro una società che ha imparato come insegnare, ma dimenticato come imparare.

PS Proteste dell’Udinese sul gol annullato a Okaka, ma chi di VAR ferisce di VAR perisce (vedi mancato rigore al Torino) e sulla base del regolamento odierno (incasinato anche per gli arbitri) la decisione è giusta.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy