Udinese, un ponte attraversalo pure, ma…..

Udinese, un ponte attraversalo pure, ma…..

Udinese: “attraversa pure un ponte, ma non costruirci mai una casa sopra”

di Redazione

Dice un vecchio detto indio “attraversa pure un ponte, ma non costruirci mai una casa sopra”. Invece l’Udinese ci ha costruito un grattacielo. Di carta. Il club si è seduto sugli allori di grossi piazzamenti, ma dopo la foia delle comproprietà e l’avvento del Watford si è seduto sulla casa che si era costruita nel bel mezzo del ponte e da lì non si è mossa.Risultati? Campionati con salvezze sul filo del rasoio, capri espiatori chiamati allenatori o direttori sportivi e tanti doppioni in rose sempre troppo numerose e poco competitive (anche al loro interno), con inevitabili malumori. In più ci mettiamo il difetto congenito di avere troppi generali e poca truppa formata ed ecco che si spiegano molte cose.

Oggi Davide Nicola è stato chiamato (come Oddo l’anno scorso) a raddrizzare una barca che a differenza di un anno fa (con Delneri in panca) sta già imbarcando troppa acqua col rischio di affondare prima del previsto.L’ex tecnico del Crotone sa che per far fronte a una condizione fisica non  e cella ( che si ripercuoterà probabilmente in primavera ancora di più), deve fare almeno 20 punti all’andata.Ne mancano 11, ma il calendario non sembra amico, anche perché ad oggi forse il solo Chievo appare davvero inferiore all’Udinese, che ha tanti nomi ma appare sempre poca squadra.

E’ qui che il tecnico deve lavorare e la Roma all’orizzonte porta ancora tanti dubbi. Due soli giorni con la squadra al completo con De Paul e Ekong,  in rientro solo giovedì mattina dalle nazionali.

L’idea che abbiamo appreso dai primi giorni del neo tecnico è che si tornerà  al 3-5-2, ma  sui singoli ci sono vari ballottaggi in vista, che saranno sciolti probabilmente solo sabato.  Larsen, Pezzella, Mandragora, sotto osservazione, con la difesa che potrebbe essere formata da Opoku, Nuytinck centrale e Samir a sinistra.  Ter Avest o Larsen a destra e Pezzella a sinistra, Behrami favorito davanti alla difesa, Mandragora e Fofana centrali con De Paul dietro a Lasagna, con Pussetto che però è pronto sia per la fascia sia come seconda pn ta (che sembra mancare proprio a Lasagna) con clamorosa bocciatura proprio per DE Paul, ad oggi il miglior realizzatore della squadra. Una mossa forse azzardata, ma del resto qualcosa deve cam birre. Altrimenti la casa sul ponte diventa una casa di carta, e quel passaggio verso la sponda salvezza diverrebbe un ponte tibetano, dove non sarà permesso non solo costruirci nulla, ma dove è facile cadere.

Insomma, servono scelte, soprattutto per mettere ordine a una rosa che appare già appassita.

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