Udinese, una giornata da incubo

Udinese, una giornata da incubo

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Peggio di così non poteva andare, Udinese sconfitta nettamente da un ottimo Palermo e sommersa dai fischi del proprio pubblico che ormai sembra aver perso pazienza e comprensione e che dopo la sconfitta di Parma avrebbe voluto vedere un altro tipo di reazione da parte dei bianconeri.
L’approccio alla gara era sembrato buono da parte della squadra di Stramaccioni che però si è sciolta come neve al sole subito dopo la spettacolare rete del vantaggio rosanero. Da quel momento in poi in campo è esistita una sola squadra, il Palermo che ad un certo punto non ha nemmeno infierito nei confronti di una formazione quella friulana inconsistente e senz’anima.
La rete del Palermo ha dato il via purtroppo alla contestazione da parte del pubblico di casa, sempre civile e corretto, ma che stavolta ha manifestato in modo evidente tutto il suo malumore.
Non sarebbe forse stato meglio fischiare e contestare la squadra a fine partita piuttosto che nelle fasi iniziali della partita? Non è una critica ai tifosi ma un quesito che ci si può porre considerando anche la giovane età di alcuni dei giocatori in campo che magari soffrono più di altri questo tipo di situazione. Sia chiaro, è normale e comprensibile che i tifosi siano delusi, l’Udinese ha oggettivamente dei problemi, contro il Palermo ha confermato tutti i propri limiti e difetti, insomma lo stato attuale delle cose non è dei migliori.
Sia Giaretta che Stramaccioni hanno fatto capire che si aspettavano un atteggiamento più comprensivo da parte di un pubblico che ha sempre aiutato la squadra fino a questo punto della stagione e che questa minicontestazione li ha un po’ sorpresi considerando che la situazione è molto difficile ma non drammatica.
Fino a 7 giorni fa paron Pozzo, dopo il match contro il Genoa, aveva definito i giocatori bianconeri come undici gladiatori ed era molto soddisfatto dalla prestazione e dall’atteggiamento tenuto dall’Udinese in casa della squadra di Gasperini, ora in una settimana tutto è cambiato.
Si sa nel calcio funziona così, i giudizi cambiano molto in fretta, le due sconfitte prima contro il Parma poi con il Palermo hanno lasciato il segno soprattutto per come sono maturate.
Arrivati a questo punto della stagione non è il momento di iniziare una caccia alle streghe che non porta da nessuna parte, le colpe non sono mai di una sola persona, ma vanno divise tra società, allenatore e squadra. E’ il momento di non farsi prendere dall’ansia, ma di ragionare e di capire quali siano le cause reali che hanno portato ad un crollo di questo tipo.
C’è una stagione da portare a termine possibilmente in modo dignitoso e da Udinese, quella vera però, non quella impalpabile e passiva di questi giorni.
Non è possibile che la squadra capace di giocare alla pari con avversari blasonati stile Juventus, Fiorentina e Roma sia la stessa che abbiamo visto all’opera a Parma e al Friuli contro il Palermo.
L’Udinese avrà dei difetti e dei limiti ma ha anche delle qualità importanti che in questa stagione abbiamo purtroppo visto solo a tratti.
Voltare pagina è un dovere, ritiro o no, serve una scossa al più presto, perchè come ha detto Gino Pozzo tutti sono sotto esame da qui a fine campionato, nessuno escluso.

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