Un jolly ancora non calato

Un jolly ancora non calato

Un allenatore nuovo può cambiare testa e motivazioni a questo punto? Vedremo. Certo è che quella vittoria con l’Inter all’andata rimane un Jolly che se non usato porterebbe direttamente in B. I tifosi ci sono (4 mila a Verona), anche se oramai spiazzati da certe situazioni che si perpetuano da anni. Ma l’Udinese c’è?

di Redazione

Ci sono vittorie che valgono doppio, si dice nel calcio. In effetti alcuni punti, se capitalizzati, alla fine fanno la differenza. Sono quelli negli scontri diretti (dove l’Udinese ha mostrato una inquietante debolezza), ma sono anche qui tre punti conquistati con le cosiddette ‘big’ che con le altre concorrenti per rimanere in A non hanno concesso nulla (o quasi).

Due anni fa i bianconeri si salvarono col fittone capitalizzando al massimo due vittorie su tutte: quella con la Juve alla prima giornata e quella con il Napoli quasi al fotofinish. Sei punti che sono valsi doppio visto che entrambe le squadre non hanno regalato praticamente niente al Carpi che ha sfiorato di superare l’Udinese.

Oggi l’Udinese quali vittorie può capitalizzare, qual è il ‘jolly’ da calare all’ultimo? Uno , sostanzialmente: se ci ragioniamo l’unica vittoria inaspettata e che sulla carta appariva impossibile è quella sull’Inter con Oddo in panchina. Allora Pozzo Sr andò negli spogliatoi a festeggiare, si iniziava a pensare che quest’anno davvero non ci sarebbe stato troppo Sto arrivando! soffrire…

Invece, invece…Nonostante le quattro vittorie consecutive che Oddo conquistò dopo l’impresa del Meazza, l’Udinese cadde per ben 11 volte, pareggiando per il rotto della cuffia con il Benevento e ora si ritrova in piena bagarre,  con il solo Cagliari terzultima a un punto, praticamente  nulla.

Serve dunque capitalizzare quella vittoria con un’impresa a Verona per poi chiudere i conti col Bologna. La domanda è però come può una squadra che ha colto solo 4 punti  nel ritorno farne almeno altrettanti nelle ultime due gare, con tutti i i problemi  che ci sono.

Tudor non sembra avere ancora le idee chiare, il suo arrivo a quattro gare dalla fine oltre a non essere stato accolto bene dai tifosi, ha confermato che i cambi al volo alla fine sono pericolosissimi. Per adesso ha mostrato solo di voler giocare ‘alla Guidolin’ con una punta (Lasagna) e una mezza punta (De Paul, che considera imprescindibile a quanto pare). Al Bentegodi si riparte da qui, per il resto come diceva Oddo, i giocatori sono questi. Tiri la coperta, ma da qualche parte rimani scoperto, specie con una difesa a tre che mette terrore anche a Dario Argento.

Senza fasce che tornano a coprire, senza un mediano che sappia fare da diga davanti alla retroguardia e, contemporaneamente, che sappia imposte, senza verve in mezzo le cose appaiono complicate, perché l’Udinese del ritorno è parsa sempre slegata e disattenta.

Un allenatore nuovo può cambiare testa e motivazioni a questo punto? Vedremo. Certo è che quella vittoria con l’Inter rimane un Jolly che se non usato porterebbe direttamente in B. I tifosi ci sono (4 mila a Verona), anche se oramai spiazzati da certe situazioni che si perpetuano da anni. Ma l’Udinese c’è?

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