Una Udinese garibaldina per il 3 aprile

Una Udinese garibaldina per il 3 aprile

Il 3 aprile per il Friuli è una data storica: nel 1077 nasceva la Patria. Oggi lo Stadio Friuli diventa il simbolo di un’idea da difendere. Con l’Udinese che per tenere botta a ‘Golia’ Napoli deve fare la ‘garibaldina’ come dice De Canio

3 aprile 1077.
3 aprile 2016.

Nella prima data nacque ufficialmente in Friuli inteso come Patria. Oggi il Friuli deve rinascere sul campo verde dove le ‘Giubbe bianconere‘ di mister De Canio devono difendere colori e categoria.

L’identità di questa terra è nota: i Friulani si sentono prima tali, poi italiani. Anche per questo quando è stato scelto di modificare il nome dello stadio da parte del club, non si è valutato a pieno l’impatto emotivo che si andava a procurare. Lo Stadio Friuli è sì un’arena, ma quella dove sono cresciuti e devono crescere valori prima che risultati.

Oggi i bianconeri di De Canio non se la passano bene, c’è paura, si percepisce che la malattia che ha portato all’esoneri di Colantuono è profonda e l’eredità che ha lasciato il tecnico di Anzio pesante: ma il mister lucano ha finalmente ricompattato l’ambiente e questo è un aspetto fondamentale che per mesi si era trascurato. Per cui col Napoli, dove ci saranno almeno 5 mila tifosi partenopei sugli spalti, il tifo per l’Udinese in una giornata così particolare sarà essenziale. L’Orgoglio Friulano deve venire fuori per cercare di dare una mano in una gara sulla carta proibitiva.

Non giriamoci attorno: il Napoli oggi è la squadra più forte in Italia assieme alla Juve e non lo dice solo la classifica, ma lo dicono il gioco e le individualità della squadra di Sarri. Higuain da solo ha segnato più che l’intera Udinese, fate un po’ voi.

Ma il bello del calcio è che le gare cominciano sullo 0-0 e nella storia di questo sport non è difficile trovare Davide che sconfigge Golia. Per riuscirci De Canio ha detto che serve essere ‘garibaldini‘. Le giubbe bianconere sono quindi pronte: lo spirito che si vede al Bruseschi sembra quello giusto, fatto di attenzione, ma anche di curiosità e convinzione nel voler proporre i nuovi dettami tattici. Un approccio diametralmente opposto a quello che Colantuono portava avanti: prima l’importante erano i 10 giocatori dietro la linea del pallone, oggi l’importante è averne almeno 5 in fase di possesso davanti. Non è poco. De Canio vuole provare a fare gol, perché sa bene che questa è l’unica via per cercare di limitare i danni e sperare di farne più di quanti se si subiscono è l’obiettivo. Il tecnico sa che questa squadra è malata, che prende troppe reti oltre a segnarne pochi, che ha qualche problema strutturale e di attenzione, ma sa anche che senza cercare la via del gol si può poco.

Per cui astuzia e pressing per fare male al Napoli: attendere il momento giusto e cercare di spaventare una squadra che se prende il sopravvento chiude i conti in pochi minuti.

3 aprile 2016: il Friuli deve tornare a essere un fortino, l’ultimo baluardo in difesa di una Patria, che più di una terra è un’idea. L’Udinese ne è solo il simbolo, l’Udinese ha il compito di difenderla.

Poi, però, siamo anche realisti: se si perde non si facciano drammi. La salvezza passa per almeno 8 otto punti da qui alla fine, anche se in casa bianconera non si ama fare tabelle. Ma on ogni spogliatoio, dalla Serie A fino alla Terza Categoria si spulcia il calendario: SampChievo, Torino, Atalanta e Carpi sono le gare chiave, il Napoli oggi è qualcosa che può dare punti insperati in più, ma non la tappa decisiva. Per questo ci si può permettere di giocarsela in maniera anche sbarazzina. Anzi garibaldina.

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