Una Udinese sempre più distante dal cuore della gente

Una Udinese sempre più distante dal cuore della gente

L‘Udinese perde in campo, ma sta perdendo soprattutto fuori dal campo: i risultati sul rettangolo verde sono preoccupanti, ma quello che è forse peggio è che il club sembra si stai ‘distaccando’ dalla sua gente. E Stefano Colantuono di certo non sembra essere immune da colpe: anche nella settimana della sosta ha voluto proseguire nella scelta di nascondere la squadra agli occhi dei tifosi alla ripresa degli allenamenti

L’inaugurazione del club di Pradamano
Ma la cosa, oramai, va avanti da settembre e se ognuno in casa sua è libero di fare ciò che vuole, è anche vero che si deve prendere in considerazione le conseguenze. Il tecnico, come avevamo raccontato giorni fa, in estate si era proposto in maniera positiva e propositiva: capitava che si avvicinasse alla rete per scambiare due parole con i tifosi, e in una di queste occasioni si era addirittura scusato con loro perché avrebbe dovuto portare i bianconeri sul campo nascosto. Allora era solo una questione di terreno di gioco, ma Colantuono ci tenne a spiegare che in vita sua non ha mai nascosto nulla. A Bergamo – raccontò – è stato rarissimo che avesse fatto allenamenti nascosti. Invece a Udine tutto è diventato come un bunker: i giocatori appaiono distanti non solo perché non si vedono, ma  anche perché fuori stentano a creare un legame con il popolo bianconero. Foto, autografi, sono diventati cimeli preziosi tanto è difficile averli. Martedì sera, all’inaugurazione del club di Pradamano, i discorsi di tutti i presenti erano più o meno questi: la società non sta facendo abbastanza per cucire i rapporti, tanto che nessun dirigente si è presentato all’inaugurazione del sodalizio bianconero. Qualcuno, che è andato in trasferta a Napoli, ha raccontato che qualche elemento della squadra nel ritiro partenopeo non si è nemmeno intrattenuto con i pochi tifosi presenti. Il nutrito gruppo di stranieri fa vita a sé, non sembra aver legato col territorio: una volta i giocatori facevano a gara per andare alle cene dei club, oggi sembra quasi un peso. Onore a Armenakas, Insua e Garmendia che si sono prestati a passare un paio d’ore con i tifosi, divertendosi e intrattenendosi con loro. Ma con tutto il rispetto, qualcuno della prima squadra avrebbe potuto anche presenziare. La situazione in classifica sarà anche difficile, ma nessuno a Udine sta contestando o alzando la voce: e se gli amici si vedono nel momento del bisogno, senza farsene nessuno, come si fa a chiedere loro appoggio? Senza contare i rapporti interni: Colantuono non avrebbe legato con alcuni elementi della rosa, da Thereau a Di Natale ci sono segnali di insofferenza che non possono essere trascurati. E senza parlare, naturalmente, del club immerso in operazioni sempre più commerciali e sempre già distanti dal cuore friulano. I 10 mila abbonati e i pochi presenti al ‘Friuli‘ ricostruito dovrebbero far riflettere. Ma la cosa più grave è stare distanti da tutti: l’Udinese è il simbolo della città, del Friuli. E simbolo significa pezzo mancante, per cui per ricucire la situazione guai  se si perde in permalose solitudini.

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