Una vigilia diversa

Una vigilia diversa

Udinese, una vigilia diversa dalle solite, con più fiducia in sé stessi

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L’Udinese si accinge a scendere a Firenze per la seconda trasferta consecutiva di campionato dettatale dal calendario, e si puo’ senz’altro affermare che il team bianconero stia vivendo una vigilia diversa. Finalmente, dopo tante settimane difficili, tanti timori che andavano a fare da cornice alle singole gare perlomeno dai tempi della trasferta di inizio autunno in casa della Lazio, in Toscana Colantuono e la sua truppa scendono con uno spirito rinnovato e consapevolmente battagliero.
Data la sua complessita’ e la sua durata, il campionato di serie A propone per tutti dei momenti nei quali certe squadre possono sembrare al top, altri nei quali ad altre formazioni pare proprio di non vedere la classica luce in fondo al tunnel.
L’Udinese da’ l’impressione di aver superato la fase di “down”, perche’, nonostante il perdurare di infortuni per importanti elementi della rosa, tre vittorie consecutive tra campionato e Coppa Italia costituiscono un’iniezione di fiducia per il futuro, e la certificazione che la squadra, grazie ad una buona condizione fisica che ha ancora margini di miglioramento, si stia applicando al massimo per tradurre sul campo di gioco quanto le viene richiesto dall’allenatore. Sampdoria, Chievo e Atalanta in Coppa hanno rappresentato tre step della stagione delle zebrette capaci di dare risposte tutte diverse e positive. Contro i doriani una squadra trovatasi sull’orlo del baratro ha avuto la meglio sugli avversari in virtu’ di una gara giocata con maggior mordente e raziocinio; al cospetto dei clivensi si e’ vista un’Udinese capace di comandare il gioco, dettare i ritmi e ferocemente determinata a portare a casa i tre punti. Nell’infrasettimanale di Coppa, a torto snobbato dai tanti tifosi rimasti a guardare la partita dalla poltrona di casa, si sono avute indicazioni altrettanto importanti e veritiere: quando una squadra gioca, vince, segna tre gol ad un avversario che se pur in formazione riveduta e corretta veniva dal trionfo a Roma, e lo fa schierando i giocatori meno impiegati in campionato, due diciottenni come i friulani Meret e Pontisso praticamente esordienti, ed un Toto’ Di Natale in versione superstar, significa che si e’ imboccata la strada giusta e che il lavoro sta pagando. Ora dunque, il match allo stadio “Franchi”. Se  questa sfida fosse stata giocata giusto un mese fa, probabilmente sarebbe stata approcciata un po’ da tutti con uno spirito decisamente piu’ dimesso, concentrato quasi esclusivamente sulla forza di un avversario difficile da superare.
Adesso, nessuno si azzarda a sottovalutare lo spessore di una Viola meritatamente terza in classifica grazie al lavoro di un tecnico come Paulo Sousa che si e’ rapidamente preso le sue rivincite nei confronti di un pubblico che ora lo ama senza riserve, ma che al suo sbarco a Firenze non era stato accolto bene in funzione dei suoi trascorsi da giocatore nelle file della Juventus. Pero’ i bianconeri sanno che in vista della gara di questo pomeriggio possono pienamente poggiare sulle proprie forze, sulle proprie qualita’: mettere in difficolta’ l’avversario e’ attualmente un qualcosa che sta nelle corde di questa Udinese, e non costituisce soltanto la classica frase fatta in sede di presentazione della gara che si va ad affrontare.
La chiave tattica della gara e’ presto descritta: i ragazzi di mister Colantuono, pur non rinnegando –sarebbe illogico, visti gli ultimi risultati- la propria nuova filosofia votata ad aggredire alto l’avversario, primo e non unico fondamento per impostare delle partite giocate in maniera propositiva, dovranno fare molta attenzione, oltre alla tecnica della quale sono dotati gli uomini in maglia viola, tra i quali ci piace citare un ritrovato Josip Ilicic, alla facilita’ con la quale essi vanno in gol. I ragazzi del presidente Della Valle sono sempre andati a segno nel corso di questo campionato, trascinati dalla forza d’urto del croato Nikola Kalinic, anche se non ci si deve scordare di Babacar che proprio contro i bianconeri, nella partita di Firenze dell’anno scorso, si rivelo’ un’autentica spina nel fianco. Sousa pare intenzionato a schierare gli attaccanti citati nell’incontro di quest’oggi. Accanto ad una propensione spiccatamente offensiva, i toscani devono mettere sul piatto una certa fragilita’ difensiva che si e’ manifestata con maggior clamore nel corso delle partite di Europa League nelle quali la Fiorentina non e’ riuscita a fare bottino pieno, ma che e’ costata anche parecchi punti in campionato a fronte delle sconfitte esterne contro Torino e Napoli o del pareggio casalingo nel derby contro l’Empoli, raggiunto dopo aver rimontato uno svantaggio di due reti.
Un’Udinese che dovesse essere brava a fare tre cose, ovvero “mostrare i denti” all’avversario, dimostrando di scendere al “Franchi” senza timori reverenziali, limitare al massimo le fonti del gioco avversario e sfruttare alcune debolezze della Viola, palesate soprattutto dalla cintola in giu’, potrebbe davvero cogliere il risultato che non t’aspetti.
 
 Sergio Salvaro @ MondoUdinese
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