Vista da UdineseChannel: Gabriele Schiavi racconta…

Vista da UdineseChannel: Gabriele Schiavi racconta…

Gabriele Schiavi (Anagni – Frosinone -, 29 settembre 1981) è uno dei volti noti di Udinese Channel. Il giornalista laziale ha raccontato la sua esperienza al canale tematico bianconero, partendo da lontano, da quando ha iniziato a fare questo mestiere nella sua città natale: « Onestamente, quella volta, se qualcuno mi avesse detto che sarei stato un giorno a in Friuli non ci avrei creduto, davvero. Udine e il Friuli li vedevo luoghi distanti, del resto da ragazzino ero stato solo a Lignano Sabbiadoro o a Jesolo. Anche se conoscevo ovviamente l’Udinese pensavo di fare questo mestiere altrove ». Ovviamente la squadra del cuore non può che essere « il Frosinone. Anche se ho tifato sempre pure per la Roma. Naturalmente a Udine mi sono affezionato a questi colori e tifo bianconero. Da giornalista, però, sono legato tantissimo ai colori della mia città. Ho vissuto la crescita del Frosinone dalla Lega Pro alla Serie B, ora siamo quasi in A. Lotito è stato un veggente con il Carpi e col Frosinone! Al di là di tutto non avrei mai scommesso di trovarmi a Udine col Frosinone di fronte » . Dalla provincia laziale a quella friulana, il passo è stato breve: « Appena arrivato qui mi ha subito colpito la dimensione della città, è molto simile a Frosinone. E’ piccola, raccolta, bella ».

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Nella Sala Stampa dello Stadio Friuli
Il momento più bello di questi anni « è stato vivere la Champions, la prima e la seconda annata di Guidolin sono state davvero stagioni indimenticabili ». Il periodo più brutto, invece, « l’anno corso prima di Bologna: un crocevia davvero decisivo per la stagione. Forse questo è stato il periodo più basso, percepivamo tutti la tensione » Ancora più difficile vivere certe situazioni quando lavori in un canale tematico: « Ovviamente. Quando sei qui sai bene quali sono i problemi, ma sai anche che devi trovare soluzioni per risolverli. E’ il nostro compito analizzare, intervenire. Col lavoro anche dello staff tecnico e della società tutti i periodi negativi sono stati messi alle spalle. Noi ci mettiamo la faccia cercando un equilibrio. Va detto che c’è stata sempre molta disponibilità da parte dei giocatori ». Calciatori, un mondo che sembra distante per molti tifosi: « Qui devo dire che i ragazzi sono stati sempre molto disponibili, mi ha sempre colpito questo. Personalmente ho legato con tutti, poi come dappertutto esistono dei gruppi con cui leghi di più: qualche brasiliano, i romani ovviamente con cui esce sempre la battuta ». Inutile dire chi è stato il giocatore più forte visto… « C’è solo un nome in questo caso: Totò! Ho conosciuto da vicino anche Eder, che ho visto crescere. Anche Lodi era al Frosinone, entrambi arrivati alla ribalta. Totò però è unico. Oltre a lui però vorrei citare Danilo che è uno dei difensori più forti in circolazione. Pereyra l’ho visto subito che aveva classe. Un altro che mi ha impressionato molto è stato Isla prima dell’infortunio col Milan. Oggi  se devo fare un nome dico Allan ». Un episodio da raccontare riguarda Benatia: « in occasione del concorso che mette in palio una maglia per Udinese Tonight, il marocchino mi ha sorpreso: il vincitore si era presentato con una sorella, è andato allo store di persona per farsi dare una seconda casacca. Sembra poco, ma assicuro che non sempre ti regalano una maglia, lo assicuro! Stesso discorso vale per Maicosuel, criticato sul campo da molti, ma generoso fuori. Regalare un cimelio può sembrare una sciocchezza, ma credo che siano anche le piccole cose, i piccoli gesti a contare ». Dai giocatori agli allenatori il passo è breve: « Anche con loro non c’è mai stato nessun problema. Guidolin era più taciturno e introverso, più restio a farsi vedere in tv. Strama è decisamente più mediatico, ma è solo una questione caratteriale, entrambi sono grandi persone ». Anche con la proprietà « c’è un ottimo rapporto: sono molto attenti al canale. C’è grande attenzione su tutto il mondo Udinese. Il patron cura più il discorso calcistico, la signora più il sociale. il Channel è stata una novità per il calcio italiano: non essere a pagamento e sul satellite è un progetto unico ». Infine il Watford, visto a vicino. In Inghilterra ‹ noi cugini italiani ›  siamo visti « con molto rispetto.  Una delle esperienze più belle in questa avventura è stata proprio andare a Watford: loro ci vedono come un modello, come un top club. La stessa cosa è avvenuta anche a Granada ».

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