Widmer: “Mercato? Si legge tanto, ma di vero c’è poco: io non me ne occupo”

Widmer: “Mercato? Si legge tanto, ma di vero c’è poco: io non me ne occupo”

“Lascio fare al mio procuratore anche perché tutto questo sicuramente mi potrebbe condizionare. So che ci sono diverse chiacchiere in merito al mio futuro ma io sto benissimo a Udine, che è una piazza perfetta per un giovane, quindi cerco di non farci caso”

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Silvan Widmer oramai al quarto anno a Udine, ripercorre la sua carriera:  «Penso che fare il salto dall’Aarau alla Serie A sia stata la mossa giusta – ha esordito a Ticinonline – In tanti mi dicevano che sarebbe stato complicato, un salto troppo difficile; nei primi mesi ho incontrato diverse difficoltà, mi sono dovuto adattare ma sono poi riuscito a conquistarmi un posto e a giocare con regolarità. Sono quindi soddisfatto di ciò che ho fatto fin qui… la mia carriera è ancora giovane e nella vita non bisogna mai accontentarsi».

 Un salto non da poco: «È chiaro che la differenza tra i due campionati è enorme, ma ad Aarau eravamo una squadra di grande qualità, quasi da Super… ma ovviamente non c’è paragone tra le due realtà. Sapevo che mi serviva del tempo per abituarmi alla Serie A, ma ero convinto di potercela fare: ora sono a Udine e mi sento come se fossi a casa».

Ora la quarta stagione, tra qualche acciacco e il nuovo ruolo da terzino: «Ovviamente senti tanta pressione e vivi nella paura: una situazione che nessuno di noi vorrebbe affrontare. Ci aspettavamo dei campionati diversi, ma non ci siamo riusciti. Eppure a Udine non ci manca nulla: una buona rosa, una società seria, uno stadio bellissimo e dei tifosi che ti stanno vicini. Per questo vogliamo e dobbiamo costruirci una stagione migliore a partire da quest’anno, dimenticando la zona retrocessione».

A proposito di stadio: un impianto come il ‘Fruli‘ può influire sul rendimento di una squadra e delle sue avversarie:  «È una tematica che viene spesso trattata e io sono dell’idea che la Dacia Arena debba rappresentare un nostro punto di forza: i tifosi sono vicini al campo e possono darti quella marcia in più. Per quanto riguarda lo Juventus Stadium… beh quando entri in campo ti viene la pelle d’oca. Non lo dico tanto per dire, ma sentire “la voce” di quell’impianto è incredibile, sentire la carica che i loro tifosi riescono a dare a una squadra già forte è davvero notevole: sembra davvero di giocare in 12 contro 11. Tutto ciò dobbiamo sfruttarlo anche noi quando giochiamo in casa».

Stando a radiomercato, avrebbe già dovuto indossare le maglie dell’Inter, della Juventus e probabilmente – a gennaio – della Roma.  «In Italia si sa… si parla tantissimo di calcio, di mercato. Si legge tanto, ma di vero c’è poco: io non me ne occupo, lascio fare al mio procuratore anche perché tutto questo sicuramente mi potrebbe condizionare. So che ci sono diverse chiacchiere in merito al mio futuro ma io sto benissimo a Udine, che è una piazza perfetta per un giovane, quindi cerco di non farci caso».

A proposito di mercato:Widmer sempre tra i più cercati al Fantacalcio «La gente è davvero “pazza” per il Fanta (ride, ndr). Io non ci gioco, ma a volte mi scrivono in Twitter chiedendomi di segnare perché mi hanno in squadra o di giocare male perché il loro avversario mi ha schierato. A volte resto sbalordito».

Lasciamo da parte il calcio: Silvan Widmer fuori dal campo si descrive così:  «Sono un ragazzo molto semplice, a cui piace trascorrere il tempo libero con la propria ragazza, o con i miei amici, passeggiando per Udine dove ogni tanto qualche tifoso mi ferma per una foto o per scambiare quattro chiacchiere. Non mi piace fare tanto casino, mi piace scherzare ma voglio restare concentrato su ciò che faccio. Voglio sempre dare il massimo per far sì che tutti siano contenti e sereni in mia compagnia».

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  1. nunziato_203 - 3 giorni fa

    Un consiglio… Colantuono ti aveva “bruciato” De Canio ti aveva rilanciato. Iachini ha avuto fiducia. Del Neri ti stima. Futtitinni – fregatene dei gornalisti, Oggi scrivono una notizia e nella stessa giornata scrivono l’esatto contrario di quello che avevano scritto la mattina.

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