Zapata: Lavoro per tornare presto

Zapata: Lavoro per tornare presto

Duvan Zapata sta proseguendo il lavoro per recuperare dopo l’intervento chirurgico a cui si è dovuto sottoporre:  “I medici mi hanno detto che ho un infortunio che mi terrà fuori per un bel po’ di tempo, ma spero ugualmente di tornare più presto, lo penso. Vediamo come risponde il tendine,  non avrò fretta ma non voglio nemmeno perdere tempo”, ha detto l’attaccante a tuttomercatoweb.com: “Sto sempre allo stadio, torno a casa alle 6 o alle 7, aspetto moglie e bambini che vogliono giocare, fanno casino. È importante avere la famiglia vicina, amo tanto mia moglie e in questo periodo mi serve ancora di più”.

Su Bologna e l’infortunio continua:  “Questo è il calcio, può succedere di tutto. Non me l’aspettavo di farmi male, mi ha sorpreso un po’. È la volontà di Dio, devo lavorare per essere pronto. Ero contento per la continuità, arrivando è stato difficile trovare il gol. In amichevole non ne ho fatti, ma quando è iniziato il campionato ci sono state tre partite senza. Poi tre di fila, ma adesso sono infortunato e devo continuare la terapia”.

Sulle richieste arrivate  in estate poi racconta che “non ho fatto molto a Napoli, per i minuti giocati mi stavano cercando tante società. Poi è arrivata l’Udinese, con un’idea chiara, e ho scelto così. Colantuono è una grande persona, al di là dell’essere il nostro allenatore. Non gli piace perdere, in realtà a nessuno, ma a lui proprio per niente. Questa attitudine, questa grinta che trasmette prima della gara è molto importante. Andiamo in campo sapendo cosa fare”.

L’impatto con Udine lo descrive così:  “È difficile, tutti ti guardano come un giocatore che fa la differenza, ma mi piace avere questa responsabilità così vedrò la mia qualità. Quando sono arrivato ho visto una squadra che mi ha aperto le porte, era più facile così. Fare le cose bene per portare l’Udinese più in alto possibile e magari vincere qualcosa. In Italia è difficile adattarsi, siamo in Europa, il calcio italiano è difficile. A Napoli, quando sono arrivato, ho guadagnato un posto. Giocavo poco ma entravo in campo e si trattava di sfruttare le opportunità”.

Sul cugino Cristian ha infine un altro aneddoto: “Lui è più grande di me, ma ero sempre insieme alle sue sorelle, le mie cugine. Ho un rapporto con loro due, e la mia sorella, poiché più grande e con la stessa età, si conoscono meglio”.

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