Nicola: “La vittoria sulla Roma ha dimostrato tutto il nostro potenziale”

Nicola: “La vittoria sulla Roma ha dimostrato tutto il nostro potenziale”

L’analisi di mister Nicola sul match contro la Roma

di Redazione

L’analisi di mister Nicola sul positivo match contro la Roma:

Entrando in campo mi sono emozionato perché ho sentito che la gente ci ha dato una grande mano; bisogna sfruttare questo senso di appartenenza, in fondo la gente ha solo voglia di immedesimarsi ed essere rappresentata nel migliore dei modi. Ci sono moltissime cose da fare ma sono rimasto colpito dall’attenzione che hanno messo poiché il mio calcio è molto organizzato; abbiamo impostato la partita con il baricentro basso, ma dobbiamo anche imparare a spostarlo quando ad esempio costruisce il portiere avversario o quando subiamo gli attacchi laterali.  Per farlo bisogna correre tanto. Gli abbiamo rallentato il palleggio, abbiamo creato una diagonale difensiva molto lunga. Ho chiesto di non calciare da fuori area perché sono tiri molto difficili, abbiamo lasciato che  fosse la Roma a esporsi, anche se in alcuni casi sono riusciti a portare in area molti giocatori e Musso è stato molto bravo. Abbiamo preparato la partita dovendo fare a meno, se non negli ultimi giorni, dei giocatori impegnati con le Nazionali, con quelli che sono rimasti ho lavorato molto per impostare la tattica migliore per battere la Roma. C’è molto da migliorare, l’aver battuto la Roma è una gratificazione, ma bisogna lavorare, dopo il gol annullato c’è stato un po’ di nervosismo che va eliminato. La mia idea di gioco è lavorare sugli spazi, non sui punti di riferimento sull’uomo. Giocherei sempre in 1 contro 1, ma in questo momento non lo possiamo fare. Sicuramente accanto al demerito della squadra avversaria c’è un merito nostro,  sono soddisfatto perché ho notato i tanti cambi di posizione, l’attenzione nel mettersi nel modo giusto, quindi significa che certe cose possiamo farle. Ognuno dei miei giocatori può arrivare a un livello elevato se antepone la squadra alla sua individualità, perchè la grande prestazione del singolo deriva da una prestazione collettiva”.

 

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