Nicola: “L’Udinese siamo tutti noi”

Nicola: “L’Udinese siamo tutti noi”

Le parole del tecnico bianconero in vista della delicata sfida con la formazione granata di mister Mazzarri

di Redazione

Le parole del tecnico bianconero in vista della delicata sfida con la formazione granata di mister Mazzarri:

La capacità di essere squadra e di lavorare da squadra non solo a livello difensivo è una prerogativa per ottenere ottimi risultati; ma il gioco è imprevedibile e le qualità individuali  vengono solo dopo aver lavorato da squadra perché l’individualità non può fare la differenza nel lungo periodo. Il nostro obiettivo è continuare a lavorare in questo modo aggiungendo sempre qualcosa in più perché bisogna essere squadra a tutte le altezze, non solo nella parte difensiva.

Behami si è alternato tra allenamenti in parte differenziati e in parte in gruppo; valuteremo e vedremo cosa uscirà.

Il mercato. Mi piace il giocatore determinante anche in fase di possesso; la sfida è rendere equilibrata la squadra, non siamo nella condizione di dire che se non c’è un giocatore, con un altro non riusciamo.  La cosa più importante è che i ruoli determinano responsabilità e competenze e che chi viene schierato in un determinato ruolo è perché si pensa lo possa fare bene. Prima viene l’interesse della squadra, a parte che non c’è interesse della squadra se non c’è interesse del giocatore e viceversa; a me impoprta la mentalità che questa squadra ha dimostrato di avere. Nel mercato abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare e potevamo fare in base alle reali possibilità che si possono perseguire. Da noi sono arrivati alcuni giocatori che dovevano rientrare in forma ma che sono ottimi giocatori, è chiaro che valutarli in questo momento non ha senso.

L’avversario. Per quanto riguarda il Torino non l’ho visto così in difficoltà come si dice.  E’ una squadra che ha grande fisicità, molto abile a venirti a pressare sul controllo degli appoggi; dispone, rispetto a noi, di un numero di risorse importante in termini di giocatori. Il Torino cercherà di far  punti così come vogliamo farli noi, andiamo là per giocare una battaglia fisica e mentale importante. Hanno una squadra molto attrezzata,  perciò vogliamo a prescindere fare la nostra partita e fare punti. 

Mazzarri e le proteste. Per mia cultura sportiva non commento o giudico l’operato o le parole di un collega.  Mazzarri è un ottimo allenatore, capace, lo rispetto molto e non mi interessa quello che dice né deve interessare agli altri quello che dico io. L’importante è che non venga condizionato l’ambiente, chi dirige la gara o chi assiste. Poi  la cultura del sospetto e dell’alibi non mi appartengono.

I trascorsi come giocatore nel Torino. Ho giocato lì ma ora faccio l’allenatore dell’Udinese e  farò valere i miei interessi, tutto il resto viene dopo la partita e la possibilità di riuscire a fare qualcosa di importante. 

Il pareggio con la Fiorentina non deve fare notizia. Quella è la normalità non l’eccezione, la difficoltà sta nella continuità e la consapevolezza dovrebbe agevolare proprio il percorso di fare prestazioni in sequenza di questo tipo. 

Per Teodorczyk stiamo seguendo l’iter di rientro per cui alcuni allenamenti li fa con noi altri invece a parte,  ha bisogno di trovare la forma e dobbiamo stare attenti al dosaggio dei carichi di lavoro, e comunque un giocatore molto abile.  Ingelsson è abituato a giocare con noi, è un lavoratore che sa mettersi a disposizione della squadra. Mi piace molto, soprattutto la mentalità e aspettiamo di potergli dare delle chances quando sarà nelle condizioni giuste. 

Le critiche. L’Udinese non è solo i giocatori o solo il tifo, è tutte le componenti assieme. Accetto tutte le critiche costruttive, per me l’Udinese siamo tutti noi e se riusciamo a esser gruppo sono certo faremo bene. 

Osaka. E’ stato brillante nella sua partita di esordio, poi si sa quando si accumulano i carichi di lavoro inizialmente si peggiora per poi migliorare,  è quello che ci si aspetta. E’ importante che tutti abbiano la mentalità di mettersi a disposizione nell’interesse della squadra.

Sandro aspettiamo che finisca il suo percorso di recupero; Wilmot è un giocatore molto giovane, sta avendo la possibilità di capire dove rendere meglio, deve adattarsi al campionato e si allena per questo. L’importante è che quando hanno le possibilità dimostrino tutte le loro capacità, il gioco del calcio è molto semplice, alla fine conta sempre un rettangolo verde.

Le assenze. Fin da quando sono arrivato eravamo pochi, a me non interessano le assenze, ovvio che la difficoltà oggettiva c’è, ma  l’abilità è trovare soluzioni.  L’impronta della squadra è chiara per le caratteristiche dei giocatori. Ci sono dei giocatori che sono oggettivamente un po’ più indietro non perché sono inferiori, ma perché arrivano da condizioni diverse, vuoi per situazioni fisiche o per non conoscenza del campionato. L’importante è mettersi a disposizione, lavorare di squadra senza perdere mai entusiasmo  ed essere veloci a inserirsi. 

Lasagna. Ha disputato dieci partite nella mia gestione, è stato due settimane inoperoso poi a seguito dell’infortunio alla spalla è stato costretto di nuovo ad un ritmo ridotto. Certo è che quando sta bene è un giocatore molto importante e che abbiamo sempre chiamato in causa. 

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