Pierpaolo Marino: “Aspettavo questa telefonata da due anni”

Pierpaolo Marino: “Aspettavo questa telefonata da due anni”

La conferenza stampa del neo Ds dell’Udinese, di ritorno in seno alla dirigenza bianconera

di Redazione
News Udinese, Marino punta un difensore.

 

Queste le parole di Pierpaolo Marino in conferenza di presentazione:

“Per me questo è un ritorno in famiglia, non ho mai lasciato Udine anche se ho sempre cercato di non essere di peso e di essere presente con discrezione. Ho avuto contatti con altri club, anche grandi, ma Udine è quanto di meglio mi potesse capitare. Ora poche chiacchiere e molti fatti perché il calore e l’affetto della gente, ma anche della stampa, mi mette in condizione di assumermi le mie responsabilità e di lavorare per dare valore aggiunto ad un’organizzazione già perfetta. Uno dei miei compiti sarà tenere vicino la proprietà alla squadra. Pozzo ha realizzato il sogno di prendere una società malconcia con nove punti di penalizzazione e le finanze traballanti trasformandosi da sponsor a proprietario e riuscire a portarla in alto. Questi sono proprietari da calcio antico, oggi siamo circondati da presidenti che guardano solo il proprio tornaconto. La prima verifica che ho fatto è stata quella di capire se ci fosse ancora questo amore, se avessi avuto sensazioni negative o di precarietà ora non sarei qua. Non mi occuperò solo dell’area tecnica, ma punto anche a rafforzare il senso d’appartenenza alla squadra e per questo chiedo l’aiuto di tutti, vorrei che il contesto diventasse virtuoso come lo è stato in passato. Ho ammirato come il pubblico si sia stretto attorno alla squadra. Ringrazio la Curva Nord, ritrovo tante facce amiche anche se con qualche capello bianco in più. Dobbiamo ricostruire quel circuito vincente per andare lontano e tornare ad autostimarci. Non sono un mago, ma ho tanta determinazione, voglio restare qui per almeno vent’anni. Sono felice di tornare in mezzo ai friulani, gente che mi piace, ma non è un revival, il calcio è futuro, del passato rivedo volentieri solo le persone. Ringrazio per tutti i messaggi che mi sono arrivati, tra i tanti quelli di Di Natale, Amoroso, Allegri, perfino Cannavaro dalla Cina.

Cercherò di ricompattare le componenti per farle lavorare al meglio, ho capito cosa quest’anno non ha funzionato, la squadra poteva dare molto di più, penso di sapere come intervenire. Abbiamo fatto gli stessi gol della stagione in cui siamo andati in Europa, per cui bisogna migliorare l’equilibrio della squadra. La difesa è forte, certo, da migliorare grazie alla continuità di Tudor che per due volte ha fatto l’impresa. Dobbiamo lavorare per fare più gol valorizzando i giocatori che abbiamo e che hanno avuto poco spazio. La salvezza è un dovere e deve diventare la base per nutrire ambizioni più alte. E’ vero che abbiamo sofferto fino in ultimo ma abbiamo comunque raggiunto il dodicesimo posto a due punti dal decimo. I valori ci sono, la squadra poteva salvarsi molto prima, c’è spazio per migliorare per arrivare nel lungo periodo ad occupare la parte sinistra della classifica. Se ti liberi dalla paura puoi ottenere risultati insperati.

Il mio primo anno sarà di conoscenza della situazione vista dall’interno e appena arriveremo ai quaranta punti cominceremo a divertirci.

Lasagna? Non voglio entrare nell’area di competenza di Tudor, posso solo dire che è un giocatore da calcio moderno impressionante, la sua velocità esplosiva mi ricorda Muzzi. Se non riusciremo a portarlo in doppia cifra possiamo andare tutti a casa. Per le potenzialità di investimento che abbiamo non troveremo un altro giocatore così.

Il senso di appartenenza di cui parlavo dobbiamo comunicarlo prima noi dirigenti e poi mantenere tre o quattro bandiere che riescano a trasmetterlo anche agli altri giocatori. Per l’attacco dovrò capire meglio la situazione. Anche Amoroso era un oggetto misterioso, aveva già le valigie in mano, ma quando si infortunò Clementi lui dovette sostituirlo e da lì divenne fondamentale per l’Udinese, per cui prima di buttare via giocatori voglio capire se si può trarre il meglio da loro, anche se sicuramente dovremo aiutare la squadra col mercato.

A Gino ho detto che aspettavo questa telefonata da due anni e ho capito che il cuore della famiglia è rimasto a Udine. Tutto quello che doveva essere migliorato è stato migliorato, romanticamente ho ritrovato il mio ufficio così come l’avevo lasciato, vuol dire che funzionava bene!”  

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