Gazzetta: Chievo capolavoro Maran è tra le grandi Udinese battuta

Gazzetta: Chievo capolavoro Maran è tra le grandi Udinese battuta

I friulani passano con Zapata, Castro e Cacciatore ribaltano la sfida: i gialloblù salgono a 7 punti senza i gol degli attaccanti

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Il commento della Gazzetta dello Sport alla sconfitta dell’Udinese col Chievo.

La scorsa estate Rolando Maran avrebbe voluto lasciare il Chievo. Il presidente Campedelli gli disse gentilmente di no: meglio tenere Maran che comprare un attaccante, avrà pensato. E così ha fatto: nessun acquisto nel reparto in cui sarebbe stato meglio intervenire, ma conferma dell’allenatore che da solo vale mezza salvezza. Anche a Udine il Chievo ha giocato molto bene strameritando una vittoria maturata tra il 37’ e il 50’ della ripresa, ma costruita dal fischio d’inizio. Senza individualità di spicco, a parte un Birsa sempre più continuo e maturo, la squadra di Maran (ieri in tribuna per squalifica) è la dimostrazione di come un collettivo ben allenato possa sopperire a lacune individuali evidenti. I gialloblù sanno sempre cosa fare, si muovono insieme e vanno oltre i propri limiti. Tutto il contrario dell’Udinese, che ieri si è mostrata in una versione dimessa, priva di rigore tattico e di carattere, incapace di produrre gioco per le difficoltà di Kums e De Paul nell’accendere la luce: l’unico schema era ‘‘palla lunga per Zapata’’. Decisamente poco.
(…)La svolta è arrivata grazie alla crescita delle mezzali gialloblù. Gli incroci delle punte creano spazi in cui però per un tempo si erano infilati solo Birsa e Cacciatore. Nella ripresa Castro (gol e assist) e Hetemaj (protagonista nell’azione del pareggio) hanno cambiato marcia. I due gol hanno avuto uno sviluppo simile: nati a sinistra per poi concludersi a destra, sono situazioni studiate. Può darsi che l’infortunio di Hallfredsson abbia condizionato l’Udinese, ma la squadra di Iachini non è mai ripartita ribadendo una notevole difficoltà nella costruzione. E così il Chievo ha vinto meritatamente: ancora senza gol degli attaccanti, ma con un allenatore ormai pronto per il campionato mondiale di nozze coi fichi secchi.

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