Gazzetta, Di Natale: Da quattro anni dite che sono finito….

Gazzetta, Di Natale: Da quattro anni dite che sono finito….

Intera pagina della Gazzetta dello Sport dedicata a Totò Di Natale che compie 38 anni.

Di Natale, prima di chiederle come festeggia, è giusto chiederle come sta. 
«Inizio a star bene, nel primo mese dopo la preparazione soffro sempre. Ora mi sento bene. Col Genoa ho fatto 90 minuti». 
Perché l’Udinese fa tanta fatica? 
«Perché è una squadra che si deve salvare, come ogni anno. Purtroppo ci mancano i punti persi con Palermo ed Empoli, la differenza è lì. Ma Colantuono sta facendo un gran lavoro, sul campo è bravo, mi ricorda molto Spalletti». 
Serve un altro attaccante? 
«Siamo 4, due sono giovani, Questo deve deciderlo la società, ma l’anno scorso io e Thereau ne abbiamo fatti 24», 
Pensi che dopo la partita col Milan hanno scritto che lei ormai è andato… Poi nelle due gare successive è risultato il migliore 
«Da 4 anni scrivono che sono finito. E il 31 maggio ho chiuso a 14 (9a stagione di fila in doppia cifra, ndr ). Porta fortuna. E’ giusto che i giornalisti facciano le pagelle che vogliono». 
Lei che obiettivi si pone? 
«Di arrivare a 10 gol. Non perché penso al record (deve raggiungere i 216 di Altafini e Meazza ed è a 208, ndr ), ma perché credo di potercela fare. Io i conti son abituato a farli alla fine, è vero che finora ho segnato un gol, ma parliamone più avanti. Anche se penso più alla salvezza dell’Udinese e a fare punti». 
Perché in campo urla tanto con i compagni e in particolare con Fernandes? 
«Perché non ci sto a perdere, mancano i punti e mi viene la paura. Bruno mi fa arrabbiare perché è giovane ed è quello che ha più qualità di tutti, ha due piedi incredibili, ma ogni tanto si accontenta». 
E dei vecchietti qualcuno andrà in Francia? 
«Quagliarella non è vecchio, ma degli esperti spero ci vada lui, perché se lo merita». 
Intravvede qualche campione? E perché l’Udinese ora fa fatica a far arrivare talenti? 
«L’Udinese ha una maggior concorrenza e non è più facile come prima. Alla Donatello c’è un centrocampista sloveno, Kevin Bric, 2001, che è proprio il figlio di Igor. A me sembra fortissimo, e credo che tra pochissimo andrà in una big». 
Lei in una big, la Juve, non ci è voluto andare. Ma ci dica la verità: questo è l’ultimo anno? 
«Dopo aver mangiato il panettone decido. Mio figlio Filippo fa la seconda media a Udine. Potrebbe finire la terza. Nel calcio resterò: calciatore, allenatore o dirigente».

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