Gazzetta: Nicola, eroe del trionfo, ma adesso c’è solo l’Udinese

Gazzetta: Nicola, eroe del trionfo, ma adesso c’è solo l’Udinese

Il tecnico da giocatore segnò il gol promozione nel 2006 col Mantova. Ma ha una missione: salvare i bianconeri

di Redazione

Ecco come presenta l’Udinese in vista del Torino, la Gazzetta dello Sport:

«Se dovrà accadere, accadrà». Davide Nicola lo ha detto qualche giorno fa in un’intervista. Se non ora quando? In un futuro lontano . Perché oggi la mission del tecnico di Vigone è quella di salvare l’Udinese e tenerla in Serie A. Lui che in Serie A ci ha portato proprio il Torino con un colpo di testa nel supplementare contro il Mantova nel 2006, nel primo anno di presidenza di Urbano Cairo, con Gianni De Biasi allenatore e Oscar Brevi capitano. Ci giocò una sola stagione al Toro, ma la maglia granata ti resta dentro. E non è un caso che Nicola, quando ha mantenuto la promessa per la salvezza del suo Crotone, pedalando per 1.300 chilometri, sia partito dalla Calabria e sia arrivato al Filadelfia, il tempio per chi ha il cuore Toro. Pure lui ce l’ha, anche se oggi, da professionista, mantiene una regola precisa e non ipocrita: «Tifo per le squadre in cui vado per fare al meglio il mio lavoro».

UDINESE Nicola è passionale, cerebrale, maniacale. Ricorda volentieri il suo passato: «Il fatto di essere di quelle parti in quella stagione mi diede ancora di più il senso di appartenenza», ha detto in settimana. Oggi amici e parenti saranno allo stadio. Lui spera che non gufino perché adesso nella sua testa c’è soltanto l’Udinese che annaspa nella bassa classifica come lo scorso anno, è contestata dai tifosi e pure dal sindaco Fontanini che teme la B dopo 24 anni di paradiso. Nicola, presentando il match (il patron Gianpaolo Pozzo è partito con la squadra) è andato dritto al punto: «Sarà una battaglia». Gli mancherà il guerriero per eccellenza, il mediano svizzero Valon Behrami, infortunato. Ma l’unico obiettivo è fare risultato contro un Torino che lui apprezza : «E’ una squadra che ha grande fisicità, sono molto abili a venirti a pressare, un gruppo che ha un numero di risorse importanti. Ma io, stavolta, voglio fare qualcosa di importante». Senza pensare all’anno che verrà da allenatore granata, ma solo pensando alla pelle dell’Udinese. Da salvare.”

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