Gazzetta: Un po’ di Juve e tanto Dybala. Bella Udinese

Gazzetta: Un po’ di Juve e tanto Dybala. Bella Udinese

Jankto sorprende Buffon. La Joya ribalta la partita con una punizione e un rigore. Buona la prima di Delneri che spaventa i bianconeri fino alla fine

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L’analisi della Gazzetta su Juve-Udinese

Fedele al motto della casa, «vincere è l’unica cosa che conta», la Juve fa sua una partita che l’Udinese avrebbe meritato di pareggiare. I report, coi loro dati, confortano l’impressione visiva: l’Udinese ha giocato meglio, la Juve ha fatto valere il talento di Paulo Dybala, sempre più nella scia di Messi per spessore tecnico, creatività e capacità di rovesciare da solo il tavolo di un match. Del resto, se la Juve ha portato a casa una gara del genere, in cui ha lasciato all’Udinese, seppure di poco, il possesso palla (50,8% a 49,2% per i friulani ) e ha fatto pari alla voce vantaggio territoriale (50% a 50%), per il campionato c’è poca speranza. Quando Allegri la finirà di esplorare selve tatticamente oscure, la Juve ingurgiterà lo scudetto per inerzia. Per ora, più 5 sulla Roma e più 7 sul Napoli. 

CONFUSIONE Senza l’equilibratore Khedira, la Juve nel primo tempo era abbastanza indecifrabile quanto a «modulistica». Alla fine ci si è accordati per un 4-4-1-1, ma la difesa oscillava tra linea a tre e linea a quattro, a seconda che la squadra fosse in possesso di palla o no. Nel primo caso Evra si abbassava alla latitudine di Benatia e soci; nel secondo avanzava all’estremo, si trasformava in una sorta di ala sinistra e spingeva Alex Sandro verso il centro per una specie di 3-5-1-1. In tale conflitto di esterni era racchiuso l’equivoco: Alex Sandro, nei panni della mezzala forzata, pareva più spaesato di un orso polare ai Caraibi e inceppava gli ingranaggi. Non convincente neppure il doppio play Lemina-Hernanes, col francese costretto ad agire da interno destro quando la Juve saliva. Guazzabuglio, troppa gente fuori ruolo, e legittimo vantaggio udinese, complici due macro-errori juventini: la palla persa da Hernanes sulla pressione di Fofana e la papera – l’ennesima del periodo – di Buffon sul tiro di Jankto. Ad Allegri piace giocare al «piccolo chimico», sperimentare a costo di rischiare. Se lo può permettere perché allena una squadra a elevato tasso tecnico, con gente come Dybala che compensa ogni disavanzo tattico. Non per caso una strepitosa punizione dell’argentino ha rimesso a posto il risultato sul finire della prima frazione. 
(…) VECCHIO LEONE Sinceri complimenti alla nuova Udinese. Il «vecchio leone» Delneri si è presentato allo Stadium con 4-3-3 tendenza 4-5-1 come era giusto che fosse in partenza: De Paul e Thereau molto «bassi» per tarpare le ali alla Juve. Scrollatasi di dosso la timidezza iniziale, l’Udinese ha cominciato a cucire le sue trame e si è appoggiata in particolare a Fofana, ragazzo molto interessante, fin qui tenuto nascosto nell’armadio, chissà perché. Delneri non è rimasto inerte di fronte agli aggiustamenti di Allegri, è passato dal 4-5-1 a un 4-3-3 spinto fino al 4-2-4. Più di ogni altra cosa l’Udinese ha chiuso la serata in attacco, ha costretto la Juve a difendersi e ripartire. Scusate se è poco.

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