Gazzetta: Un regalo del Diavolo Milan molle e ingenuo L’Udinese ringrazia

Gazzetta: Un regalo del Diavolo Milan molle e ingenuo L’Udinese ringrazia

La squadra di Delneri pareggia con Thereau e poi ribalta con De Paul. Montella ha vinto solo una delle ultime 6 gare

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L’analisi della Gazzetta sulla vittoria dell’Udinese.

La salvezza non è in pericolo, ma la libertà sì, e conta anche di più. Continuando a perdere, i ragazzi dell’Udinese si sono giocati il venerdì sera libero, dato che è stato imposto il ritiro. Ora, dopo questo successo, i senatori si faranno sentire per smussare le direttive «da qui fino al termine della stagione», come ha spiegato Delneri sabato. Sono i primi punti del nuovo anno per i bianconeri che in questo mese avevano soltanto perso: due volte anche in casa, con la nobiltà metropolitana, tipo Inter e Roma. Il Milan appartiene a quel rango, anche se viaggia al settimo posto, con il traguardo Champions molto lontano e quello dell’altra Europa ancora teorico, sebbene ci sia una gara da recuperare. Dopo l’uscita in Coppa Italia, mercoledì con la Juve, resta soltanto il campionato per varcare le frontiere. Ma il Milan ha vinto soltanto una delle ultime sei uscite in A e la seconda sconfitta di fila replica il percorso dell’andata, quando Napoli e Udinese si imposero, incrinando il progetto estivo di Montella.

I MOTIVI L’allenatore adesso descrive l’ingenuità dei suoi nel gestire male un momento di inferiorità: il 2-1 di De Paul avviene con De Sciglio infortunato ma non ancora sostituito. E il fallo dello stesso argentino sarebbe da espulsione, non da giallo. Però l’ingenuità non si vede soltanto in questa occasione. Il Milan non riesce a far la ola nell’intervallo, perché anche stavolta ci arriva con una rete a carico, come le sette subite nei primi tempi delle ultime quattro gare, tutto compreso. Adesso va in vantaggio con Bonaventura, ma offre il pari con un passaggio alla cieca e sbagliato di Locatelli. Segna Thereau e riapre il discorso sui ragazzi fra ’98 e ’99. Il centrocampista, espulso con la Juve, parte con lanci esatti e passaggi graziosi, però forse si carica di troppa sicurezza e combina quel guaio colossale. Montella gli dà troppa fiducia? Non è detto sia un errore, soprattutto se la linea societaria è chiara. Nel conto vanno messi anche certi peccati. Come per Donnarumma, che alterna tre buone parate a gol dove si nasconde il difetto. Più visibile sul raddoppio, dove si allunga per tutta la sua estensione, intercetta ma non devia il diagonale di De Paul, dato che il piazzamento è troppo verso il primo palo. Però anche sull’1-1 sceglie un tuffo per ipnotizzare Thereau, il quale invece piazza il tiro dalla parte opposta. Le occasioni sono quasi pari (6-5 per l’Udinese), e il Milan tocca il palo nel finale con Lapadula, ma il verdetto non è un furto.

UDINESE SVELTA Perché l’Udinese, pur con le solite paure di Zapata davanti alla porta, riesce a rimettersi in piedi dopo aver concesso il vantaggio a Bonaventura, liberato da un salto a vuoto di Faraoni. Vero che Locatelli pareggia i regali, però anche in quella scena la banda di Delneri è alta e rapida nel leggere il buco lasciato. Tanto che l’assist è di Hallfredsson, fra i migliori perché non si limita a schermare la difesa, bensì è perpetuo nel movimento verticale. Se la tecnica di Thereau risplende nei momenti decisivi, anche la corsa di Jankto e la posizione di Felipe danno solidità e ripartenze. I bianconeri patiscono a destra (prima Faraoni con Bonaventura, poi Angella con Deulofeu), però hanno spesso una soluzione d’emergenza che funziona. La rimonta è l’aspetto che più fa piacere a Delneri. Contro Roma e Empoli la reazione non era apparsa.

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