Il commento della Gazzetta all’Udinese

Il commento della Gazzetta all’Udinese

A seguire il commento della Gazzetta dello Sport ai bianconeri contro la Sampdoria

Ebbene sì: nello stadio più inglese d’Italia, una partita tipo quelle che invidiamo alla Premier. Aperta, intensa, divertente e imprevedibile in alcuni passi della sua genesi. Samp in vantaggio con Obiang (primo gol blucerchiato nei 15’ iniziali) quando sembrava che l’Udinese la stesse incartando; partita rovesciata in 4’ dalla squadra di Stramaccioni quando la Samp era in condizioni invidiabili per gestirla; rabbia blucerchiata trasformata nello schiaffo del 2-2 appena dopo aver rischiato di prendere in contropiede quello del 3-1 (tiro moscio di Badu). E poi ancora colpo finale sfiorato dall’Udinese, pur messa all’angolo, con un palo colpito di testa ancora da Geijo. Ma in realtà si poteva prevedere che finisse così: la «pareggite» della Samp è accertata (5 delle ultime 6 gare, e sono nove in tutto), ma in casa è imbattuta da maggio e nelle ultime sette gare attraversate senza sconfitte ha sempre segnato e sempre preso gol; l’Udinese nelle ultime otto partite ha vinto solo una volta e ha sempre incassato almeno un gol. Però stavolta se ne torna a casa contenta quasi come da San Siro due settimane fa, anche se il conto dei punti persi da una situazione di vantaggio è salito a 14.
LE idee DI STRAMA Stramaccioni non ha nascosto la soddisfazione, perché era stato il primo a mettere la firma sulla gara. Volendo mantenere la difesa a tre pur nell’emergenza – per chiudere spazi e le corsie care alla Samp tenendo Widmer e Pasquale alti anche contemporaneamente – ha fatto la prima scommessa: nella linea a tre il 23enne Wague, centrale al debutto stagionale assoluto. Volendo una squadra molto alta e aggressiva, ha scelto di rinunciare anche a Guilherme e per una volta pure a re Di Natale, per una coppia offensiva più fisica e più portata al pressing: vicino a Thereau dunque Geijo, la seconda scommessa vinta. Risultato: «un centrocampo non di puffi» (ipse dixit), più velocità, più aggressività (100% dei contrasti vinti).
LA MOSSA MIHAJLOVIC Mancava la mossa di Mihajlovic, arrivata dopo il 2-1 Udinese: 4-2-3-1 con Soriano più accentrato alle spalle della linea di mezzo bianconera, a fare da guastatore. Messaggio chiaro: torniamo a fare la Samp. Messaggio recepito: squadra meno lunga ma più alta, incroci delle punte esterne più velenosi, corsie calpestate per attaccare e non per difendere, possesso palla portato fino al 72%, 20 tiri totali (ma solo 5 nello specchio) e Udinese costretta a schiacciarsi. Ma per far saltare il tappo della bottiglia è servito ancora Gabbiadini, con il settimo gol in campionato, quasi sicuramente l’ultimo in maglia Samp (a gennaio andrà al Napoli). A questa squadra mancherà, oh sì.

(Gazzetta dello Sport)

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