Il Gazzettino: Aperto lo stato di crisi

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Apertura de Il Gazzettino sulla situazione creatasi in casa Udinese.

Il quarto tonfo consecutivo ha aperto lo stato di crisi. Il parziale riscatto dei bianconeri nel secondo tempo contro il Milan non deve trarre in inganno. I rossoneri ci hanno messo del loro: probabilmente dopo il 3-0 dei primi 45′ hanno ritenuto che non ci fossero più dubbi sull’esito del match e sono rientrati un po’ demotivati. Senza dimenticare che non è tutto oro tutto quel che luccica nella squadra di Mihajlovic, andata sistematicamente in difficoltà di fronte ai primi (veri) attacchi bianconeri.
I SENATORI – Danilo, Di Natale e Domizzi sono stati convocati subito dopo l’allenamento di ieri pomeriggio dai Pozzo. Il colloquio è servito per chiarire la delicata situazione. La gara con il Milan ha inevitabilmente generato preoccupazione, anche paura, e numerosi interrogativi. Uno di quali coinvolge Zapata. Perché il colombiano, in costante crescita, è partito dalla panchina? Perché gli è stato preferito “nonno” Di Natale, che non regge sul piano fisico due gare in quattro giorni (e si è visto)? Paura di Totò, forse? Speriamo di no, altrimenti saremmo al caos. I fatti dicono che il movimento e la fisicità del colombiano hanno fatto scricchiolare la retroguardia rossonera, ancora non ermetica come vorrebbe Mihajlovic. Questo giovanotto, di fisico possente e buona tecnica va sfruttato meglio. Uno come Zapata farebbe felice la stragrande maggioranza dei tecnici di A.
DIFESA – Il Cola si difende chiamando in causa pure la cattiva sorte. Ribadisce che sinora l’Udinese mai è stata messa sotto sul piano del gioco. Gli avversari, dal Palermo al Milan, sono stati favoriti da grossolani errori individuali. Vero. Ma la squadra dà una sensazione di “povertà”: come gioco, come carattere, come qualità. Un’impressione che forse pochi (o nessuno) hanno avvertito in precedenza, da quando è stabilmente in A. Se non si dà una mossa, invertendo la rotta, non solo non andrà lontano, ma rischiherà la retrocessione.

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