Il Gazzettino: L’effetto stranieri non è un problema

Il Gazzettino: L’effetto stranieri non è un problema

Apertura de Il Gazzettino sulla multinazionale Udinese.

I puristi del calcio probabilmente domenica nell’apprendere che l’Udinese aveva iniziato la gara con 11 stranieri su 11 si saranno scandalizzati (a dire il vero 11 stranieri erano in campo anche nel secondo tempo con la Juventus). Forse anche l’esercito dei denigratori del club, anche se poco meno di vent’anni fa era salito sul carro dei vincitori italianizzando il nome di Mohammed Gargo, diventato per tutti “Mimmo”. Poco importa se anche allora gli atleti provenienti dall’estero erano in esubero rispetto ai nostrani. Contava solo vincere e ai tifosi andava bene tutto pur di far festa. Ma i Pozzo non si scompongono, sono al passo con la globalizzazione, come quasi tutti i sodalizi italiani, della Liga, della Premier e della Bundesliga. Setacciare il mercato mondiale significa avere più possibilità di azzeccare l’acquisto e, oltretutto, più a buon mercato. La prima squadra a mandare in capo una formazione “straniera” fu l’Inter di Roberto Mancini: il 23 novembre 2005 in Champions League contro l’Artmedia. Allora il tecnico fu criticato anche a livello politico: la Lega Nord chiese l’iscrizione della società neroazzurra a un campionato estero.

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