Messaggero V: Colantuono, ‘Ecco come voglio l’Udinese’

Messaggero V: Colantuono, ‘Ecco come voglio l’Udinese’

Lunga intervista a Colantuono per l’apertura del Messaggero Veneto.

Colantuono partiamo dall’inizio: primo contatto con l’Udinese? «Un approccio rapido a inizio primavera, solo per chiedermi com’era la mia situazione contrattuale con l’Atalanta. Una settimana prima della fine del campionato l’incontro con Gino Pozzo e l’avvio di questa nuova avventura».
Ha avuto modo di conoscere meglio la città? «È deliziosa, a miusura d’uomo. Il mio grande amico Lorenzo Di Iorio, come me di San Benedetto del Tronto e per anni nello staff di Guidolin, mi ha preparato bene. Vivo in centro anche se dalle 9 alle 19 resto al Friuli per lavorare».
La fermano per strada? «È capitato, mi salutano, mi incoraggiano. Ho già capito che i friulani sono gente riservata, esattamente come me, per questo mi trovo a meraviglia qui».
Ai tifosi cosa vuole dire? «Non ho mai fatto proclami e mai li farò. Ai tifosi dico solo che ci sostengano anche quando le cose a volte andranno male. Abbiamo tanti giovani, specie loro hanno bisogno di questo».
Colantuono, soddisfatto dal mercato? «Sì, un attaccante forte dovevamo prendere e un attaccante forte come Zapata è arrivato. Avevamo provato a fare qualcosa di meglio a centrocampo, ma sul mercato non si riesce a prendere sempre quello che si vuole. Comunque Marquinho è forte».
Siete contati ora là in mezzo dopo la partenza di Pinzi? «Un po’ sì, anche perché Guilherme ne avrà per un paio di mesi e Iturra è acciaccato. Ma voglio essere chiaro: Pinzi, anche dopo avermi chiesto consiglio, ha chiesto di andare via. Io non potevo garantirgli il posto, come faccio con tutti, ma per me era un giocatore importante. La società con grande riconoscenza l’ha lasciato andare senza chiedere soldi al Chievo e gli ha lasciato le porte aperte per un futuro qui: gli auguro buona fortuna».
Merkel? «Ha talento, 4 anni fa giocava in Champions nel Milan, poi si è perso. Gli ho detto: hai una possibilità, sta a te sfruttarla».
L’ha sopressa Ali Adnan? «È forte, anche se è giovane e deve imparare molto. La lingua è ancora un ostacolo, ma farà strada e ha pure segnato in nazionale»
Non crede che manchi un attaccante veloce? «Aguirre è veloce, forse ci manca un attaccante particolare, rapido con la palla…».

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