Messaggero V: Stirpe racconta il miracolo Frosinone

Messaggero V: Stirpe racconta il miracolo Frosinone

Il presidente del Frosinone, Stirpe, al Messaggero Veneto racconta il miracolo del club laziale.

Presidente, la vostra piazza è una novità per la serie A, e non è difficile immaginare che per la vostra realtà sia una grande occasione. E pensare che Lotito non vi voleva… «Quella di Lotito è una storia vecchia, morta e sepolta e non ha senso concederle spazio. Piuttosto, le dico che desideriamo esportare in tutta Italia i valori della regione ciociara, che si pone tra due grandi città come Roma e Napoli, e i cui tratti distintivi sono stati rappresentati nel mondo dalle figure straordinarie di Nino Manfredi e Marcello Mastroianni». Due miti nel cinema italiano, ma ora la storia tocca farla a voi in un altro ambito, e dall’avvio di campionato sembra che vi siate attrezzati per bene. «In realtà il progetto è nato tre anni fa perchè lo zoccolo duro di questa squadra nasce dal campionato Berretti vinto nel 2012 con Stellone in panchina. Fino allo scorso anno c’erano sei giocatori di quella rosa, poi attraverso l’operato dei direttori Marco Giannitti ed Ernesto Salvini abbiamo aggiunto altri tasselli, ma la logica di costruzione è stata sempre rispettata, e oggi abbiamo quindici giocatori in rosa della scorsa stagione».
(…) Lo stadio di Udine è la chicca della gestione Pozzo. A proposito, lei si ispira al suo collega friulano? «La gestione dell’Udinese è un punto di riferimento per tutte le realtà medio piccole come la nostra. I Pozzo sono stati anche capaci di internazionalizzare acquisendo società in Inghilterra e Spagna, e hanno reso l’Udinese un’ abituè della serie A, facendolo diventare un fatto scontato, quando invece non lo è affatto operando in provincia». 

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