Messaggero Veneto: A Torino un altro gol “sparito” All’Udinese resta solo la paura

Messaggero Veneto: A Torino un altro gol “sparito” All’Udinese resta solo la paura

Lo scorso anno Barak, stavolta Okaka: all’89’ sarebbe stato l’1-1. Poco prima De Paul aveva fallito un calcio di rigore

di Redazione

Ecco la sintesi del commento del Messaggero Veneto alla sconfitta dell’Udinese a Torino.

Spariscono i gol, sparisce l’Udinese. Come lo scorso febbraio dalla contabilità bianconera – magia del Var – scompare una rete (allora Barak, oggi Okaka) e alla fine resta nello stomaco soltanto la paura: il terzultimo posto è un punto dietro, dove sono appaiate Bologna ed Empoli, ma il Frosinone, penultimo, ora è a “meno 3”. «Allegria», avrebbe cercato di sdrammatizzare il mitico Mike Bongiorno, ma in casa Udinese non c’è più spazio per i sorrisi con davanti due impegni fondamentali al Friuli, contro Chievo e Bologna, intervallati dalla trasferta con la Lazio che è stata rinviata a data da destinarsi.Non ci sono spazi per i tifosi bianconeri che anche ieri hanno proseguito lo sciopero dei cori e dei vessilli nel settore ospite dello stadio Grande Torino; non ci sono spazi neppure per la società che a fine partita ha spedito in prima linea il d.t. Daniele Pradé per commentare quel gol annullato all’89’ a Stefano Okaka (il migliore per l’Udinese con Musso) per un fuorigioco giudicato influente di Lasagna al momento del tiro. L’arbitro Guida, allertato al collega al Var Aureliano, ci ha messo buoni quattro minuti per decidere di cancellare il secondo centro dal rientro in Italia del centravanti, così come la sua esultanza sullo lo spicchio di curva friulano. Per questo poi ne ha dovuti recuperare addirittura 11 per una partita che si è conclusa al 101′. Una decisione che farà discutere.Fa tristezza, invece, il balletto del dopo partita dove si è distinto – avevate dubbi? – Walter Piangisempre Mazzarri che, dopo l’ennesima espulsione stagionale, è venuto a sostenere che non solo quello di Okaka non era gol, ma c’era pure stata una «parata in area» di Larsen a fine primo tempo che avrebbe potuto chiudere la partita ben prima del minuto numero 101.

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