Messaggero Veneto: Iachini deve cambiare rotta

Messaggero Veneto: Iachini deve cambiare rotta

L’Udinese ha perso con lo Spezia mostrando varie lacune e lasciando molto dubbi

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Apertura del Messaggero Veneto dedicata alla situazione in casa Udinese.

Può l’Udinese uscire dalla coppa Italia con tre ceffoni presi da una squadra di serie B, leggasi l’ordinato Spezia di Mimmo Di Carlo, dopo essere passata in vantaggio? A questa domanda dovrà rispondere, e con i fatti, la società bianconera dopo la figuraccia che, tra l’altro, ha spedito l’Udinese dietro la lavagna, unica bocciata al 3º turno, tra le squadre non neopromosse di A. Sui perché la squadra di Iachini abbia proposto il peggio di sè all’esordio ufficiale davanti ai propri tifosi se ne può discutere a iosa, ma siccome conteranno i correttivi, e non le recriminazioni unite alle scuse, sarà utile fissare dei paletti entro i quali muoversi, in modo da avere margini di manovra riducendo al minimo gli errori, che sono evidenti e soprattutto troppi in ciascuno dei tre reparti. E allora dove mettere mano? Inaccettabili. Nell’immediato dopo partita Iachini ha parlato di scoramento e di vecchi retaggi. Inevitabile che il tecnico si riferisse a chi già c’era in questa Udinese, non certo ai De Paul e Fofana che nella prima mezzora hanno guidato la squadra. Il problema riguarda dunque i senatori, giocatori che già lo scorso campionato hanno scherzato col fuoco e, soprattutto, con la pazienza dei tifosi. Gli errori, ma soprattutto l’atteggiamento dei vari Heurtaux, Danilo (fresco di rinnovo contrattuale fino al 2020) e dello stesso Felipe, che invece lo ha chiesto, uniti alle solite incertezze e imprecisioni, sul piano squisitamente tecnico di Badu, Widmer e Armero, nonchè dell’acerbo Matos, per non parlare del panterone tutt’altro che graffiante di Zapata, sono ormai intollerabili.
(…) È giusto mandare in campo gli stessi, insistendo su nove undicesimi che chiusero la scorsa stagione con il ko rimediato col Carpi a maggio? Perché non affidarsi ai nuovi e motivati? A giocatori come Angella, ad esempio, che ha voluto fortemente rientrare a Udine identificando la squadra come una scelta di vita. E lo stesso discorso può valere per Jankto, con quest’ultimo che non vede l’ora di sgommare sulla fascia, dove Armero ha cambiato solo il nome della maglia.

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