Messaggero Veneto: L’Udinese resiste solo dieci minuti

Messaggero Veneto: L’Udinese resiste solo dieci minuti

L’analisi del Messaggero Veneto alla sconfitta dell’Udinese a Roma

Benvenuti al festival del corto. Dura dieci minuti l’Udinese, manco il tempo di veder finire la prima cicca al collega vicino dalla penna giallorossa – li mortacci -, una nuvola di fumo che deve aver offuscato anche le idee dei bianconeri, praticamente una vittima sacrificale con il collo scoperto, pronta alla mattanza in onore della capolista. Insomma, quello che nell’animo di Colantuono poteva essere un lungometraggio, magari epico, si è trasformato in un “filmetto” di metà settimana, con le maschere pronte a far entrare anche chi non aveva biglietto. Prendete per esempio la fascia sinistra dell’Udinese, là dove in modo sorprendente il Cola ha dislocato, all’inizio, Piris, Pasquale e Marquinho. Da quella parte Maicon (un vagone datato come l’Orient Express di Agatha Christie) è entrato come un treno per due volte senza che nessuno, dei bigliettai bianconeri, gli chiedesse: desculpe brasileiro, ha pagato? Cominiciare così – pronti, via 2-0 – un po’ come contro il Milan in casa, non è stato il massimo della vita, nè per la squadra, nè per i (trenta) tifosi presenti all’Olimpico, insolitamente silenzioso, con la mitica Curva Sud praticamente sguarnita, una sorpresa che fa impazzire il regista tv che, al momento della sciarpata sull’inno, prima del fischio d’inizio, ha dovuto zoomare non poco per mascherare i vuoti. Praticamente il clima di un’amichevole infrasettimanale al quale l’Udinese si è adeguata subito stendendo il tappeto rosso davanti ai piedi degli avversari fin dai primi affondi. 

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