Messaggero Veneto: Marino, «La mia Udinese e i colpi per Pozzo»

Messaggero Veneto: Marino, «La mia Udinese e i colpi per Pozzo»

Pierpaolo marino, ex di Udinese e Atalanta anticipa le mosse della sfida raccontando particolari sui personaggi che conosce da vicino…

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Si avvicina Udinese-Atalanta e Pierpaolo Marino è l’uomo più ricercato inc queste occasioni. Ampia intervista all’ex Dg bianconero sul Messaggero Veneto, qui di seguito i passi più significativi.

 Marino, fino a pochi anni fa l’Udinese lanciava moltissimo giovani. Oggi un po’ meno. Secondo lei è cambiata la politica societaria dopo l’acquisto di Granada e Watford? «No, credo che questo sia semplicemente un momento figlio delle circostanze».
Mercoledì si gioca Udinese-Atalanta. Sarà in tribuna? «No, ero al Friuli per la sfida di Coppa Italia che era quasi una sfida amichevole e perchè ero stato invitato da Luca Percassi. Stavolta diserterò anche perchè rischierei di alzarmi in piedi sia quando segnerà l’Udinese sia quando farà gol l’Atalanta».
Nessuno meglio di lei conosce nei minimi particolari i due allenatori: Colantuono lo ha avuto a Bergamo cinque anni, con Reja ha lavorato a Napoli e poi lo scorso marzo ha chiamato alla guida dell’Atalanta. «Colantuono è il Mazzone del terzo millennio. Lo ricorda caratterialmente, ma anche per il modo di fare calcio e per la competenza. É una persona buona, leale, un lavoratore con la mentalità dell’operaio. Difficilmente riuscivo ad arrivare a Zingonia prima di lui. Alle otto e mezza del mattino era già lì, e fino a sera non se ne andava». Un difetto? «É troppo permaloso, ogni tanto gli parte la brocca a si fa tradire dall’irruenza».
É il momento di Reja. «Non riesco a capire come Edy non abbia mai allenato l’Udinese. Lui è un vero tifoso dei bianconeri. Credevo che il momento propizio fosse nell’estate in cui se ne andò Guidolin e fu scelto Stramaccioni. Reja è un maestro di calcio, un gentiluomo. É meno intenso di Colantuono che per gestire la squadra sceglie la strada della tensione. Lui è per la serenità. E poi ha avuto il merito di aggiornarsi. Il 4-3-3 con il quale fa giocare l’Atalanta è moderno e ricorda il 4-3-3 del Napoli di Sarri».

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