Messaggero Veneto: Paura, sacrificio, cuore Udinese: l’uragano Pussetto sul Bologna

Messaggero Veneto: Paura, sacrificio, cuore Udinese: l’uragano Pussetto sul Bologna

Rigore procurato e gol decisivo: l’argentino uomo chiave nella sfida salvezza dello stadio Friuli, ora i bianconeri sono a +7

di Redazione

Il commento del Messaggero Veneto alla gara dell’Udinese.

Chiamatelo Huracàn. Perché era la sua squadra, in Argentina, perché è davvero un tormento (per gli avversari) quando continua a soffiare sul collo degli avversari, per guadagnarsi un rigore, per concludere a rete, per rubare il tempo ai diffensori. Se l’Udinese ieri ha vinto la prima sfida salvezza di questa stagione lo deve a Huracàn Pussetto, il gaucho di Cañada Rosquin, 23 anni compiuti lo scorso dicembre, l’attaccante sul quale ha investito per il proprio futuro e che comincia a dare dei frutti, importanti, fondamentali nella lotta per non retrocedere, come vi confermerà il Bologna, distanziato adesso di 7 lunghezze, sulla scomodissima terzultima poltrona della classifica. Come vi diranno anche Empoli e Spal, sorpassate in tromba dai bianconeri che adesso hanno messo altre due squadre tra loro e il baratro che porta alla serie B, un particolare significativo alla luce di un calendario che è a dir poco proibitivo nelle prossime tre trasferte (nel giro di quattro giornate): Juventus, Napoli e Milan. L’attuale podio della serie A.Insomma, non vincere contro il Bologna sarebbe stato una mezza sciagura che avrebbe inciso sul morale e dell’ambiente, dei tifosi che ieri hanno fatto lo sforzo di ricompattarsi, di tornare a cantare per la loro squadra: l’abbraccio ai piedi della Curva Nord tra l’eroe Pussetto e i cuori bianconeri dopo il gol dell’ultimo e decisivo sorpasso è stato un’altra vittoria al qualche hanno contribuito la gente del Friuli e paròn Gianpaolo Pozzo che alla vigilia – più realista del re – aveva capito che poche parole, ben spese, avrebbero potuto evitare un’inutile guerra in casa. Il resto spetta ai fatti, nel calcio le vittorie sul campo, che da sole diranno se questa Udinese è stata costruita bene o male, se merita si salvarsi in anticipo o di soffrire ancora, se è “rimediata” con il mercato di gennaio o sfortunata per tutti gli infortuni che ha dovuto patire dall’inizio della stagione, giocatori che anche ieri avrebbero fatto maledettamente comodo: da Barak a Behrami, a Badu, pedine alle quali Nicola ha rinunciato e si aggiungevano allo squalificato Fofana. Per questo il tecnico di Luserna San Giovanni ha dovuto inventare Stryger Larsen mezzala, per questo è stato costretto a dare una ventina minuti (gli ultimi) al brasiliano Sandro, appena recuperato dopo un lungo infortunio che si era portato dietro dall’esperienza con il Genoa.

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