Messaggero Veneto: Pozzo, cari tifosi ecco la vostra casa

Messaggero Veneto: Pozzo, cari tifosi ecco la vostra casa

Stadio Friuli per l’apertura del Messaggero Venento che intervista Pozzo.

Finora sono stati sottoscritto più di 9 mila abbonamenti. Soddisfatto? «Sì, non si può pretendere di riportare la gente allo stadio in una estate. Il progetto di “convincimento” è a media scadenza, diciamo tre-quattro anni, e dovremo soprattutto puntare sulle nuove generazioni. Considererei un grande successo chiudere la campagna abbonamenti a quota 12 mila».
Il progetto Watford vi penalizza a livello di immagine agli occhi dei tifosi: sembra che gli investimenti tecnici siano concentrati soprattutto in Inghilterra… «I bilanci sono separati. Ripeto: le sinergie sono distribuite nel gruppo, se si arricchisce uno si arricchiscono tutti».
Molti tifosi sostengono che lei tifa Udinese e suo figlio Watford… «Non è vero. Gino è nato e cresciuto a Udine, è un friulano doc ed è affezionato all’Udinese. Poi c’è un’azienda e quella va gestita razionalmente non facendo i tifosi».
Pozzo, parliamo anche di calcio giocato. Di Natale ha cominciato la sua dodicesima stagione in bianconero. Sorpreso? «Assolutamente no. Totò ha un anno meno di Totti che giocherà anche questa stagione qui lui lo vedremo in campo ancora per due campionati».
La squadra, come ha anche detto suo figlio Gino, è fatta. Soddisfatto? «Sì, soprattutto dell’allenatore. L’anno scorso abbiamo fatto un campionato che peggio non si poteva. In queste prime amichevoli, al di là del risultato, ho visto che la squadra ha lo spirito combattivo del mister».
Nell’anno del nuovo stadio non avete pensato a un colpo di mercato forte, inconsueto per il vostro target in modo da accendere la piazza? «Questo è un discorso che si potrà fare tra un paio d’anni quando e se avremo delle entrate superiori». Non le pare che abbiate commesso qualche errore nella gestione di Scuffet? «Il ragazzo è ancora molto giovane, ha la testa a posto non si è esaltato dopo mezzo campionato da titolare quindi non si perderà».
Per inaugurare il nuovo stadio le piacerebbe organizzare un’amichevole richiamando al Friuli tutti i campioni dei suoi trent’anni di gestione magari con l’aggiunta di Zico e Causio? «Sì, è una bella idea. Di non facile attuazione, ma cominceremo a pensarci». In trent’anni di calcio ha il rimpianto di non aver preso un giocatore al quale siete stati olti vicini e al quale poi, per vari motivi, avete rinunciato? «Onestamente non me ne viene in mente uno in particolare». 
Pozzo, qual è il suo ricordo più bello nel vecchio stadio Friuli? «La prima qualificazione in Europa con Zaccheroni, la sfida con l’Ajax. Vedevamo gli olandesi come dei marziani e invece…».
La più grande delusione, invece? «L’eliminazione dalla Champions con il Barcellona. Quanti errori furono commessi nella gestione di quella partita».
Il giorno della presentazione della campagna abbonamenti lei disse: «Spero di abolire dal nostro vocabolario la parola salvezza». Conferma? «Mi piacerebbe. Il calcio ha tante variabili e quando cominci a fare il professore è pericoloso, però spero che un giorno si possa dire: “Vogliamo riconfermarci in Europa”».

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