Messaggero Veneto: Stramaccioni, l’addio è amaro

Messaggero Veneto: Stramaccioni, l’addio è amaro

Il Messaggero Veneto titola “Stramaccioni, l’addio è amaro”. Nell’articolo si sottolinea: “Pioggia di gol, ma niente di nuovo sotto il sole della Sardegna, anche se il raggio di un sole di due veri friulani in campo in bianconero (Scuffet dal primo minuto e Pontisso per tutta la ripresa: storico, non succedeva dall’era Giocomini) scalda almeno il cuore della passione, una passione messa a dura prova da un quint’ultimo posto che deve far meditare nell’assegnazione dei demeriti. Quelli della squadra nel suo complesso, di chi l’ha pensata, di chi l’ha assemblata. Dal 31 al 31, da agosto a maggio, dalla terra di Sant’Ermacora – per la prima di campionato a Udine con l’Empoli – al Sant’Elia la parabola è stata disarmante per discontinuità. Di risultati e di scelte. (…) Ancora adesso, dopo tutte e 38 le giornate di campionato, non sappiamo dirvi se l’Udinese gioca meglio con il 3-5-2, quello che è stato il modulo di partenza, o con il 4-3-1-2 che il tecnico romano ha utilizzato in modo costante da un mese e mezzo a questa parte.
(…) Di sicuro la rosa andrà ritoccata, manca un regista che sappia dettare il ritmo, là dove il club pensava che potesse incidere di più Guilherme. Manca anche una punta che sappia sostituire e integrare Di Natale, il capitano che non è eterno, anche se potrebbe restare per fare da valore aggiunto alla squadra. (…) Finisce l’interregno di Strama. Nei prossimi giorni l’annuncio ufficiale dell’ingaggio di Colantuono che dovrà cambiare ristorante: dopo una stagione in mensa, col vassoio in mano, si ripartirà con l’idea di mangiare il prossimo anno in una sana e ruspante trattoria tutta nuova. Come lo stadio Friuli.

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