Messaggero Veneto: Udinese, niente figure da polli davanti al Galinho

Messaggero Veneto: Udinese, niente figure da polli davanti al Galinho

Per completare la festa del ritorno Zico serve una vittoria oggi contro il Sassuolo
Bianconeri col solito 4-3-3 “mobile”, ma Gigi cambierà la chimica a centrocampo

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Apertura del Messaggero Veneto con la presentazione di Udinese-Sassuolo

Tutti ai Rizzi per applaudire Zico – annusando i dati della prevendita dovrebbero essere almeno 17 mila gli spettatori rinforzati dai “nostalgici” – e rivedere l’Udinese vincere contro il Sassuolo. Perché fare una figura da polli davanti al Galinho de Quintino sarebbe davvero un altro autogol dopo quello con il Carpi, quando, lo scorso maggio, i bianconeri riuscirono a perdere contro una squadra già praticamente retrocessa nella sera dell’addio all’altro grande numero 10 della storia del calcio friulano, Totò Di Natale. Errare è umano, perseverare sarebbe davvero diabolico e anche deludente nei confronti di una tifoseria che, in queste ore di festa per il ritorno del brasiliano, sta dimostrando una passione per la maglia bianconera che i giovani “rampolli” della casata Pozzo dovrebbero onorare. Scenari. Sì, perché il timore che l’Udinese si “pupazzi” per altri 90 minuti, consapevole che la lotta per la salvezza non è una prospettiva realistica in caso di sconfitta, è davvero concreto. Sarebbe davvero amaro vedere in campo una squadra insensibile al risultato, al sale del calcio davanti agli occhi del grande Zico. Anche perché non è che gli ultimi risultati siano da sballo. A livello statistico, nel 2017 i bianconeri hanno vinto una sola volta, contro il Milan, in casa, dove però le hanno prese da Inter (facendosi rimontare) e Roma (senza sfoderare neppure quella che gli argentini chiamano garra). In trasferta le recite peggiori: a Empoli e a Firenze, nell’ultimo turno, sono arrivare due sconfitte, a Verona, sponda Chievo, un pareggio piuttostio scialbo e, soprattutto, senza gol. Perché è proprio questa la “malattia” della squadra di Delneri. Fa fatica a segnare. E se non segni ti conviene cambiare sport. Nel mirino. Per questo sul banco degli imputati è finito, nonostante l’impegno e le sportellate, Duvan Zapata. Logico. Se un centravanti non muove la rete da due mesi (abbondanti) non si può pensare che finisca per raccogliere soltanto applausi e complimenti. Ieri Gigi da Aquileia ha difeso a spada tratta il Panteron, si è accorto – forse – che durante la settimana il morale del colombiano è finito sotto i tacchi, ma solo la medicina del gol può guarire Zapata. Scelte. Nonostante il 3-0 di Firenze, Delneri non intende toccare la difesa. Giustamente. Gli ultimi due gol viola sono stati decisamente casuali. Perciò ecco Widmer, Danilo, Felipe e Samir a proteggere la porta di Karnezis. A centrocampo, invece, ci saranno dei cambi, o meglio, un cambio: Badu al posto probabilmente di Jankto, anche se l’ultimo Fofana, poco preciso nelle aperture, meriterebbe pure lui un turno di riposo. L’attacco? Sempre a tre, con De Paul a destra e Thereau a sinistra, perno centrale Zapata.

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