Agroppi: Colantuono una persona per bene, un bravo tecnico

Agroppi: Colantuono una persona per bene, un bravo tecnico

“Sto scrivendo un libro, si intitola ‘Fanno bene’.  Mi riferisco ai politici che rubano, ai delinquenti, a certi assessori, a certi sindaci: fanno bene a fare quello che fanno, perché, tanto, in Italia poi non succede mai niente. Uno che delinque sta a casa, raramente va in prigione: non è un Paese civile, è un Paese dove i forti sono tali con i deboli, e deboli con i forti”. Comincia così la chiacchierata con Aldo Agroppi, 71 anni, una vita nel calcio e ancora tanta passione, ma anche tanta amarezza.

Che calcio è questo?
“Non mi identifico più, è un calcio contaminato in tutti i settori. Ci sono ladroni, incompetenti, millantatori, non dà più sicurezza. E’ una pattumiera, ma non mi meraviglio, è così in tutti i settori della vita quotidiana italiana. Il calcio va dietro a quelle che sono le negatività del Paese. C’è gente senza scrupoli, con ruffiani dappertutto. Sconfessano sé stessi, mi diverto solo con i ragazzini”

E non si può trovare una cura?
“Dovrei entrare io nel calcio, ma come dirigente. Purtroppo persone come me sono scomode! Chi fa il gioco dei potenti, invece, fa comodo. Molti presidente spendono miliardi per giocatori che sembrano cavalli di razza e invece sono ronzini! Ma gli sperperi sono ovunque, basta guardarsi in giro. Con tutti questi soldi che si spendono, si potrebbe avere un Paese senza problemi e si potrebbe aiutare anche i paesi poveri come quelli Africani. Lo sperpero è il male di questo paese. Mancano le idee. E poi sarebbe da far pagare chi sbaglia. Che Italia è questa? Trascurando il calcio, se non si interviene su questo aspetto non si arriverà mai a una soluzione, anzi peggiorerà la cosa”

Ma c’è qualcosa di positivo da salvare in un panorama così?
“Nulla, davvero. Il mondo del calcio è parallelo alla vita di tutti i giorni. Persone per bene ce ne sono, certo, ma possono poco. E’ una giungla il calcio dove anche Tarzan sarebbe in difficoltà. Il denaro fa diventare stupidi anche i saggi, la corsa ai soldi è sfrenata, più ne hanno e più ne vogliono”

E dei giocatori che oggi si affacciano alla Serie A che idea si è fatto?
“Di calciatori giovani e bravi ce ne sono, ma se non hanno l’intelligenza giusta e non hanno una famiglia forte alle spalle si rovinano in fretta. A 19 anni dopo tre gare in A vanno in giro in Ferrari, vanno in discoteca a divertirsi. Una volta l’ambizione era arrivare con i sacrifici, poi altri sacrifici per rimanere in alto. Io esordii in Serie A a 23 anni e col primo ingaggio il mio babbo mi fece comprare un appartamento per i miei suoceri che ne avevano bisogno. oggi i soldi dove finiscono?”

Altri tempi, quando Zico fu pagato 3 milioni di euro…
“Il problema è che oggi si pagano tanto i giocatori scarsi. Van Basten, Zico, Tevez sono valori veri, ma quanti giocatori così ce ne sono in  Italia? Zico è stato un valore per il calcio italiano non solo per l’Udinese. Meno male che i capitalisti tirano fuori i soldi, ma lo sperpero è evidente. Un’idea la avrei…”

Quale?
“Iniziamo a ridurre i contratti agli allenatori: un anno solo, e se lo meriti lo confermi! Ricordatevi che non vincono mai gli allenatori, sono i giocatori a vincere! L’allenatore se è bravo incide per il 10 per cento. Sacchi perché ha raccolto fiaschi dopo il Milan secondo voi?”

E Colantuono che allenatore è?
“L’ho avuto all’Ascoli. Un difensore arcigno, molto forte, uno che ha fatto davvero la gavetta: poi è eccezionale come persona. Ha fatto l’allenatore per caso: a San Benedetto Gaucci lo convinse a prendere in mano la squadra. Lui non era convinto. Poi hanno vinto il campionato e ha continuato a fare questo mestiere. E’ bravo, è uno che ama quello che fa. Spero che il problema venuto fuori sia una calunnia, lui è sempre stato pulito”

 

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