Burgnich: “Oggi comandano i giocatori”

Burgnich: “Oggi comandano i giocatori”

Nel 1981 in un Udinese-Bologna Tarcisio Burgnich, allora tecnico rossoblu continuò a dare fiducia a un certo Roberto Mancini, che lo ripagò anche con un gol in quell’occasione. “Oggi da tecnico è bravo, ma senza una società dietro può poco”, afferma. E sulla gara del Friuli di domenica avverte: “Guai a dare spazi ai rossoblu”

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Nel dicembre 1981, quando il Bologna fece 2-2 a Udine, in panchina con i felsinei c’era il friulano Tarcisio Burgnich: non fu un a stagione particolarmente fortunata per lui quella in rossoblu. Qualche divergenza con alcuni dirigenti e a marzo fu addio.

Ma ebbe comunque il tempo di lanciare un certo Roberto Mancini, che proprio a Udine siglò una rete in quell’occasione: «Non lo lanciai al Friuli – precisa subito –Penso sia stato a Como che provai per la prima volta Mancini titolare. Era un campione anche allora, aveva le qualità incredibile: lui e Macina erano i gioielli di quella squadra, ma purtroppo il secondo si è perso un po’. Liedholm l’aveva chiamato al Milan, ma forse era un po’ leggero, forse non aveva ancora la giusta mentalità, ma quanto era bravo!».

Oggi, intanto, Mancini siede sulla panchina dell’Inter che fu di Burgnich: « E’ bravo anche come allenatore, ma quando non c’è dietro una società puoi fare poco. Lo dicevo anche per l’Udinese un paio di settimane fa: inutile dare colpe al tecnico, quando non ci sono i risultati sono i dirigenti a doverlo aiutare. L’allenatore è solo e non ce la può fare con la squadra. Nel calcio di oggi come lascia fuori un giocatore, poi nasce confusione. Ora c’è bisogno di una personalità dietro al tecnico, un po’ come alla Juve dove nessuno parla e mette in discussione le scelte di Allegri.  L’Inter oggi è a un bivio:  se fa risultato con la Fiorentina, allora può pensare ancora al vertice, altrimenti la vedo dura che possa risalire. Come detto Mancini è troppo solo, un tempo c’erano dirigenti di spessore, oggi non c’è più nessuno come Allodi per fare un nome. Il problema sono sempre i giocatori, che hanno  il coltello dalla parte del manico. Oggi non c’è passione e se non giocano poi sono guai per gli allenatori. Per non parlare dell’invadenza dei procuratori ».

Sabato, intanto, c’è Juve-Napoli, oggi forse le uniche espressioni davvero vincenti in Italia: « Anche quando ero a Napoli c’è stata una partita dell’anno, entrò Altafini e ci condannò.  Il pari sta bene a tutte e due, comunque la Juve ha nel sangue il poter affrontare queste gare e non  sbaglia di solito, anche se non credo che disdegnerebbero il fatto di spartirsi la posta, in fondo il campionato è lungo ».

Da Udine è partito, a Udine si ritorna per un Udinese-Bologna che non è di alta classifica, ma un  risultato positivo aiuterebbe non poco i friulani: « L’Udinese è troppo altalenante, per tirarsi fuori davvero serve continuità di risultati e quest’anno è mancata.  Se non ci riesce rischia la mediocrità: il Bologna è una bella squadra, ma giocando in casa c’è la possibilità di fare risultato per i bianconeri. I rossoblu giocano di rimessa, serve fare attenzione, ma ora per Colantuono sono arrivati elementi che possono fare la differenza. L’Udinese penso ce la possa fare, ma deve stare attenta a non dare spazi ai rossoblu»

 

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