Coppolaro: Orgoglioso di essere a Udine

Coppolaro: Orgoglioso di essere a Udine

In campo è un leader, già capitano della Nazionale U19 dove insieme ad Alex Meret è protagonista. Fuori Mauro Coppoalro appare come un ragazzo riservato, di poche parole, ma che sa bene dove vuole arrivare: “Ai Mondiali? Magari, ma penso a fare bene ora, poi chi lo sa! E’ il sogno di qualunque giocatore, è sempre un orgoglio vestire l’Azzurro, da sempre grande motivazione”

Tanti sogni, ma per l’appunto anche riservatezza: “Sono tranquillo, mi espongo poco se non conosco le persone. Sto con gli amici, gioco un po’ con la Playstation. I Social? Solo per perdere un po’ di tempo, non sono fissato con queste cose”

Da italiano, però, paradossalmente  oggi non è facile affermarsi: “E’ sempre difficile arrivare in A per i giovani, serve solo pazienza e sfruttare le opportunità che ci vengono concesse. L’anno scorso ho iniziato ad allenarmi con Stramaccioni, poi però mi sono infortunato a fine anno”.

I suoi esordi li racconta così: “Ho iniziato a 12 anni a Reggio Calabria, ho fatto tutte le trafile giovanili, a 17 anni ho esordito in prima squadra con Zanin e Gagliardi. E’ stata una esperienza bellissima, ringrazio la Reggina per questa opportunità. Poi l’Udinese. Onestamente non so come sia nata la trattativa, ma sono felicissimo e orgoglioso di essere qui. Udine è una città tranquilla, mi trovo davvero bene”.

Punti di riferimento, sostanzialmente due: “Mi ispiro a Puyol, poi fin da piccolo tifo Arsenal, per cui dico anche Sol Campbell”.

Ora con la Primavera l’obiettivo è stupire ancora, e magari fare ancora meglio dell’anno scorso, dove il cammino si è interrotto col Chievo ai Playoff: “Il rammarico c’è per come è finita, eravamo vicini a una grandissima impresa, ci siamo andati vicini. Oggi l’obiettivo è arrivare più lontano, le opportunità ci sono, ma dobbiamo pensare a partita dopo partita, non farci distrarre da altro. Siamo una buona squadra, siamo molto uniti, c’è una bella amicizia anche fuori dallo spogliatoio. Mister Mattiussi è molto bravo davvero, ci sta vicino e ci sta aiutando molto a crescere. Marcare Di Natale in amichevole? E’ dura! Serve concentrazione, quelli come lui non ti fanno vedere il pallone! Il segreto per un difensore? Non ce n’è uno, in base al momento serve fare sempre la scelta giusta”.

 

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