Edenilson: Ve lo do io il Brasile!

Edenilson: Ve lo do io il Brasile!

Edenilson è stato l’acquisto di punta del 2015, anche se è stato solo un rientro da un prestito. Il brasiliano sta carburando, intanto si racconta in esclusiva

Introverso, quasi timido, il lato più estroverso viene fuori quando parla del suo Paese.
Edenilson, anche se deve ancora carburare a pieno (come tutta la squadra del resto), è stato l’acquisto di punta dell’estate 2015. O meglio il ritorno di punta, visto che l’Udinese l’ha preso per 3,5 milioni dal Corinthians due stagioni fa prima di prestarlo al Genoa.

Tornando per un attimo alla gara con la Fiorentina il giudizio a mente fredda è di una buona partita. Vero?
Secondo me abbiamo giocato bene, ma come detto anche col mister è mancata forse un po’ di attenzione per riuscire a dare il 100 per cento e far fare un salto di qualità in una gara difficile come quella con la Fiorentina

Ora la squadra è più unita e compatta, sta venendo fuori una identità di gioco. Concordi?
Vero, abbiamo faticato inizialmente a trovare questa caratteristica: ma dobbiamo lavorare ancora per migliorare e diventare una squadra che possa fare meglio degli ultimi campionati

Intanto l’Udinese è nel limbo, con la terzultima a quattro punti e la sesta a sette. Meglio guardare in basso o in alto?
Ora è presto per guardare la classifica, ma ricordiamo che è un campionato difficile: pensiamo a fare punti, a Natale vediamo dove siamo e poi pensiamo eventualmente al dopo. I punti che abbiamo credo siano meritati, forse per copa nostra potevano essere di più, ci siamo svegliati un po’ tardi, ma possiamo migliorare, anzi dobbiamo migliorare

Edenilson e il Brasile con il Corinthians, sua ex squadra, e la democrazia di Socrates che affascina ancora i tifosi di calcio. Che ricordi porta?
Sono nato a Porto Alegre, ho giocato quindi al Guarani, poi al Caxia e infine al Corinthians. In Brasile tutti parlano bene del Corinthians, che ha vinto il campionato anche quest’anno. Oggi la democrazia al potere? Credo sia impossibile, ci sono tanti giocatori, come fare a metterli d’accordo tutti? Potremmo provare anche qui a Udine, ma credo che l’idea naufragherebbe subito (ride, ndr)

A Udine tante lingue diverse sono uno stimolo o un limite?
E’ difficile, forse abbiamo faticato inizialmente  anche perché siamo di tante nazionalità, ora però siamo migliorati anche sotto questo aspetto, ci capiamo meglio e si vede

Da San Paolo a Udine, che salto è stato?
Quando l’Udinese mi ha preso ho fatto quattro mesi di ambientamento. Ora sono completamente abituato a Udine. Caratterialmente se preferisco la metropoli o la cittadina? Io mi adatto! Del Brasile mi manca il caldo, questo è certo, ma qui sono con la famiglia e gli amici e a me piace così

In Brasile si gioca ancora per strada, in Italia i ragazzini hanno perso questo piacere. E’ vero?
Non so, non ho mai giocato in strada qui in Italia! Ma ci sono calciatori forti anche qui. Il Brasile si dice che sia il paese del calcio, ma qui da voi questo sport ha un valore enorme e per questo noi brasiliani ambiamo a venire qui a giocare

Il calcio a 5 in Brasile è importantissimo per favorire la tecnica. In Italia manca ancora questa cultura: potrebbe aiutare?
Sì, i migliori calciatori brasiliani sono cresciuti giocando per tanti anni il calcio a 5: lo spazio è piccolo, migliori la tecnica, anche Neymar è cresciuto così

In Italia è passato a giocare sulla fascia sinistra: che differenze con quella destra?
E’ diverso: a destra sono abituato da anni, ma se c’è bisogno gioco anche a sinistra. Devo lavorare per migliorare, a destra forse c’è più campo, a sinistra tendo a rientrare per calciare

Tornando ai brasiliani, i 5 più forti?
“Parlo di quelli che ho visto giocare e dico Ronaldo, Ronaldinho, Neymar, Roberto Carlos e Adriano: quando era all’Inter era impressionante. Pelè non l’ho visto e non lo giudico

Il pallone d’oro a chi lo consegneresti?
A Neymar, quest’anno senza dubbi lo ha meritato

Infine uno sguardo all’Inter, ultima in casa per il 2015: pensare di vincere è lecito?
L’Inter è una buona squadra, ma abbiamo giocato anche col Napoli bene, e anche i partenopei sono una delle più forti squadre incontrate: la strada presa è quella giusta, ma dobbiamo fare qualcosa di più per vincere. Siamo una squadra, un gruppo che lavora, vogliamo vincere anche contro i nerazzurri. Vogliamo farlo contro chiunque

 

 

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