FOCUS Stramaccioni: “Udine nel cuore, in bocca al lupo a Oddo”

FOCUS Stramaccioni: “Udine nel cuore, in bocca al lupo a Oddo”

Il tecnico romano, attualmente alla guida dello Sparta Praga, non ha interrotto il suo legame con l’Udinese e il Friuli: “Fanno parte della mia vita. Ho assistito alla costruzione dello stadio, sarebbe stupendo poterci giocare”

di Castellini Barbara, @barchettazzurra

Una sola stagione in bianconero (nel 2014-2015) e la sensazione che quel percorso professionale sia rimasto un po’ in sospeso. In esclusiva a MUD Andrea Stramaccioni parla del presente della formazione friulana, ma anche dei suoi recenti trascorsi, lasciando aperto uno spiraglio per il futuro…

Mister, che posto occupa l’Udinese nei suoi ricordi e nel suo cuore?

Il Friuli è una terra da molti poco conosciuta, ma che una volta che vivi ti entra nel cuore per sempre. Udine e i friulani rappresenteranno sempre parte della mia vita, perché mio figlio è nato in centro ad Udine e le persone, i tifosi e i momenti calcistici e non, vissuti in quella terra saranno per sempre parte della mia vita e della famiglia.

Ha visto qualche partita dei bianconeri quest’anno? Che sensazioni ha sul reale valore della rosa?

Difficile per me giudicare da così lontano, leggendo le formazioni posso vedere che Danilo è ancora un leader, e Udinese ne ha bisogno di calciatori come lui. Vedo che il dottor Collavino sta rappresentando sempre di più la famiglia, e lo merita perché è una persona seria, umile e un dirigente calcistico preparatissimo come ce ne sono pochi.

Dieci giorni fa la società ha cambiato tecnico. Cosa le piace di Massimo Oddo allenatore? Riscontra delle analogie con il suo modo di interpretare il calcio?

Ho fatto il Master con Massimo e ho avuto il piacere di conoscere un ragazzo davvero in gamba e preparato. Non lo conosco così bene da allenatore da poter esprimere giudizi, ma gli faccio un grande in bocca al lupo!

A distanza di due anni, ancora molti si interrogano sui motivi della sua “separazione” dall’Udinese. Ha dei rimpianti? O c’è qualcosa che ha fatto e che non rifarebbe?

È stato un anno molto intenso quello trascorso a Udine , perché dopo il fantastico ciclo di Guidolin bisognava buttare le basi per qualcosa di nuovo e purtroppo la generazione che aveva trascinato quel ciclo non poteva essere eterna. Abbiamo fatto una grandissima prima parte di stagione battendo Inter, Napoli, Lazio, Milan e a fine gennaio dopo aver battuto per la seconda volta l’Empoli di Sarri avevamo già raggiunto la quota salvezza. Da lì in poi nella gestione della fine della stagione e nella preparazione della nuova ho commesso degli errori di gestione che hanno portato a qualche differenza di vedute sulla pianificazione del futuro. E alla fine si è preferito prendere strade diverse, ma in un contenitore di grandissima stima reciproca. Ricordo ancora la chiacchierata all’Astoria con Gianpaolo (Pozzo, ndr) dopo questa decisione presa insieme a Gino il giorno prima a Londra. I Pozzo sono qualcosa di unico nel calcio mondiale.

Crede che in futuro ci possa essere la possibilità di scrivere il “secondo capitolo” della sua storia in bianconero?

Per me è stato un onore essere l’allenatore dell’Udinese e capire e comprendere cosa rappresenta l’Udinese per i Friulani, gente vera, orgogliosa e diretta. E lo stadio alla fine l’ho visto costruire… per un anno… chissà che in futuro non possa avere anche il piacere di giocarci ora che è finito!

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