Giaretta: “Certe partite sono difficili da spiegare”

Giaretta: “Certe partite sono difficili da spiegare”

Certe sconfitte come quella dell’Udinese col Carpi sono difficili da spiegare: ma serve reagire anche per non finire a fare un campionato mediocre. Il Ds bianconero Giaretta fa il punto della situazione, senza tirarsi indietro e ponendo l’accento su come serva fare subito una prestazione da grane con la Juve. Dive i tifosi vanno ricompensati del loro affetto mostrato alla grande anche al ‘Braglia’

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L’Udinese cade malamente a Modena col Carpi, in una partita che poteva far fare il salto di qualità ai bianconeri. Invece….”Sono quelle partite difficili da spiegare, capitano, non sai perché visto che vengono preparate nei minimi dettagli – spiega il ds Cristiano Giaretta -. I giocatori si erano allenati bene, niente faceva pensare a una non prestazione. Chi ha giocato a pallone sa che capitano queste cose, è un incidente di percorso che serve da esperienza, ma ora dobbiamo assolutamente reagire“.

Il rammarico sta proprio nel non aver fatto il salto di qualità, come accaduto l’anno scorso ad esempio a Cesena. E il rischio è che mentalmente la squadra si senta inadatta a poter lottare per alti livelli e si senta ‘appagata’ di una salvezza che appare facile da raggiungere: “La gara era importante per agganciare altri obiettivi, ma gli stimoli ci devono essere sempre – continua Giaretta – Non è vero che siamo salvi, i punti dobbiamo farli e non sono contati, dobbiamo dare poi un senso a questo campionato. Non deve diventare una passeggiata, come successo l’anno scorso. Gli stimoli ci devono essere eccome, dietro nessuno molla. Dobbiamo essere svegli, ora arriva la Juve, poi si va a Palermo. Comunque, analizzerei la gara singola, e il che vivo quotidianamente la situazione non c’erano segnali per pensare a una caduta così: vuoi per il carico di tensioni, vuoi che dal Sassuolo in poi l’intensità di gioco è stata impegnativa, una calo forse si poteva pensare.  Non c’è mai un momento adatto per perdere, posso solo dire che tutti si erano preparati al meglio. Poi è difficile spiegare come mai sia successo a Modena“.

Il dispiacere, manifestato a caldo anche da mister Colantuono, è tutto per i tifosi giunti in Emilia: “I ragazzi erano davvero dispiaciti per loro, la curva era uno spettacolo da vedere per come ci ha sostenuto. La reazione ci dev’essere per loro, e anche se con la Juve lo stadio avrà tanti sostenitori della Signora, in casa non ho mai sentito venire meno il tifo per noi, che si è sentito sempre molto forte anche con le grandi“.

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  1. riso68 - 1 anno fa

    Il salto di qualità deve essere voluto da tutti, non solo dai giocatori.L’asticella si alza tutti insieme, a partire dalla dirigenza.
    Se da diverse stagioni si è persa la voglia di stupire, visto che sono cambiati giocatori ed allenatori, significa che la prima responsabile è la società.
    I valori di appartenenza e l’importanza di indossare questa maglia devono essere trasmessi dalla stanza dei bottoni.
    Invece siamo il solito supermarket. Tutti i calciatori in vetrina. Ora anche quelli mandati in prestito per crescere.Già si legge di asta per Zielinski.
    Ma si, in fondo che importanza può avere un giovane talento, centrocampisti dai piedi buoni ne abbiamo già parecchi.
    Sicuramente i conti vanno tenuti in ordine, ma di scudetti amministrativi ormai la nostra bacheca è piena.
    I tifosi si alimentano di sogni, non di plusvalenze.
    Dateceli, per favore.

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