Giaretta: ci vuole più cattiveria

Giaretta: ci vuole più cattiveria

Non è il risultato che fa male, ma l’approccio alla gara. Dopo quattro risultati utili consecutivi l’Udinese è caduta all’Olimpico con una facilità disarmante. A Gervinho & compagni sono bastati cinque minuti, tra il quarto e il nono, per aprire e chiudere la partita. Fin troppo semplice, anche per la Roma capolista. “Ritrovarsi” sarà la parola d’ordine in vista del delicatissimo match interno con il Sassuolo, in programma domenica alle 15. La pensa così anche il direttore sportivo bianconero Cristiano Giaretta, intervistato da MondoUdinese.it. giaretta34Direttore, possiamo definire la sconfitta all’Olimpico come un enorme passo indietro rispetto le ultime gare? Non mi è piaciuto l’approccio alla partita. A parte i primi due, tre minuti quando si era visto un atteggiamento quasi spavaldo da parte dei ragazzi… E invece dopo dieci minuti ti ritrovi sotto di due reti con una partita già ampiamente compromessa. Non è questa la gara che ci aspettavamo… L’approccio sbagliato è legato alla preparazione della gara? No, per come la prepara il mister in settimana, su temi come approccio alla gara e alla tattica non ci si aspettava una gara così. Anche perchè è una partita di quelle che tutti i giocatori vorrebbero giocare. Ci sono mille motivazioni. Il mister la prepara bene, adesso i giocatori devono meditare bene su questi atteggiamenti. In occasione dei primi due gol si è vista una squadra, l’Udinese, completamente ferma. Un aspetto preoccupante… E soprattutto con giocatori che non hanno rispettato le consegne del mister. Diamoci una bella svegliata, che è meglio. Ci sta di perdere a Roma, ma solitamente al termine di belle gare, combattute. Invece ci siamo presentati quasi timorosi, sì direi che fermi è la parola giusta. E domenica arriva il Sassuolo, in piena corsa per l’Europa, che ieri ha dimostrato di voler strappare il risultato con la Juventus con ogni mezzo… Loro obiettivamente sono sicuri di se stessi, hanno una grandissima autostima, in questo momento se la giocano alla pari con tutti. Con 18 punti sono quinti, in piena zona Europa League. Godono di una condizione mentale ottimale. Ma noi abbiamo le carte in regola per portare a casa il risultato. Dobbiamo tirare fuori il coraggio, questo è l’aspetto più importante, non c’è santo che tenga. Ripeto, sono alla nostra portata, adesso fuori gli artigli. Riavvolgendo il nastro, con il Frosinone, invece, abbiamo visto una squadra che è stata in grado di costruire molto, ma è stata incapace di chiudere la gara e ha strappato a fatica i tre punti. Cosa è mancato? Quella è stata la partita che ti aspetti, cioè da vincere sulla carta, pur sapendo che non era facile. Il Frosinone ha l’entusiasmo della neo-promossa e veniva da una vittoria (con la Sampdoria, ndr). Non abbiamo avuto la cattiveria di chiuderla prima, rischiando perchè non dobbiamo dimenticare che il Frosinone è riuscito a strappare un punto allo Juventus Stadium al 93′ con Blanchard. Siamo mancati in termini di cattiveria, ma considerando il volume di tutta la gara possiamo parlare di vittoria meritata. Ormai è passato più di un quarto di campionato, che idea si è fatto di questa Udinese? Vedo che l’Udinese non ha ancora trovato propria la identità. Eravamo partiti molto bene e non mi riferisco solo al risultato di Torino, ma anche come prestazione in casa con il Palermo. Sembrava avessimo trovato le nostre caratteristiche, invece ci siamo persi. E questo aldilà di giocatori importanti che mancano come Zapata  e Guilherme, pedine fondamentali in due ruoli molto delicati. Lodi, per fortuna, ci sta dando una grandissima mano, sta dando ordine a questa squadra. E alcuni giovani stanno crescendo. Ma abbiamo perso la nostra identità, ora dobbiamo mettere in campo quella cattiveria che ieri non ho visto.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy