Giordano: Vero, fui vicino all’Udinese!

Giordano: Vero, fui vicino all’Udinese!

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Non è un doppio ex, ma poteva diventarlo: “E’ vero, sono stato vicino all’Udinese. A cavallo tra il passaggio di proprietà di Mazza e Pozzo, c’è stata una trattativa. Mazza voleva portarmi a Udine per giocare con Zico. In effetti sarebbe stata una bella coppia…!”. Lo dice Bruno Giordano, che con l’Udinese ha in ‘comune’ anche….Stefano Colantuono. L’ex attaccante della Lazio e l’attuale tecnico bianconero sono stati compagni di squadra nell’Ascoli: “Siamo molto amici anche al di fuori del campo, per cui sono contento che sia approdato a Udine nell’anno dello stadio nuovo. E’ uno meticoloso, guarda a a tutti i particolari. Lo conoscevo da giocatore, ma anche da allenatore la sua mentalità è sempre la stessa: uno che sa cosa vuole, che bada al sodo”.

Tra i ricordi di quell’Ascoli si scopre anche un lato inedito del ‘Cola’: “Nello spogliatoio, quando Sonetti non c’era, a bravissimo a imitarlo. Era uguale, per fortuna che Sonetti non l’ha mai ‘beccato’!  Ma ci sono tanti aneddoti, come le vacanze assieme con le famiglie. Ma per me rimane un imitatore unico, riusciva a diventare anche il mitico Costantino Rozzi!”.

Personaggi che mancano oggi nel calcio diventato troppo serioso: “In effetti mancano queste persone, oggi sarebbero la gioia di Sky, con 24 ore di calcio si parla spesso di nulla”.

Dal passato al presente, con l’Udinese che ha cambiato radicalmente volto rispetto all’anno scorso: “L’Udinese è una squadra cambiata anche per quanto riguarda il modulo: il 4-4-2 caro a Colantuono è diventato un 3-5-2. Ci sono bravi giocatori, farà un bel campionato. Quanto fatto a Torino contro la Juve rimarrà indelebile e darà fiducia al gruppo. Il mezzo passo falso col Palermo ci può stare, anche perché  le due squadre giocavano un calcio simile, alla fine hanno pesato gli episodi”.

Un’Udinese sempre più a immagine del suo tecnico, quindi: “Colantuono è un allenatore che fa giocare bene le squadre, anche se troppe volte è stato sottovalutato il lavoro che ha fatto. All’Atalanta ha fatto ottime cose, solo che in Italia si etichetta qualcuno e pi questa etichetta non la si toglie più. Lo si è definito un difensivista, ma credetemi che non è così. Un allenatore mette in campo le squadre in base a quello che ha a disposizione. E, poi, anche Trapattoni era definito così, ma all’Inter non mi pare proprio che si chiudesse”.

Dali bianconeri si arriva alla Lazio, amore eterno di Giordano: “Credo che sia venuta meno la fame dell’anno scorso. Si era creato un bel gruppo, era una squadra che voleva arrivare. Quest’anno c’è confusione, ci si attendeva due o tre giocatori importanti anche per giocare la Champions, ma sono stati fatti acquisti solo in prospettiva”.

Infine un occhio allo stadio Friuli: “Un impianto così può dare molto, ti fa moltiplicare le forze. Ci sono squadre che possono soffrire questo ambiente: è un valore aggiunto, basta vedere quello che accade a Torino. Sono i risultati a dimostrarlo”.

 

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