Il doppio ex Zenoni: “A Bergamo la partita della vita”

Il doppio ex Zenoni: “A Bergamo la partita della vita”

Il tecnico bergamasco mette in guardia l’Udinese: “L’Atalanta, anche se è già salva, vorrà chiudere bene la stagione davanti ai propri tifosi. Il calendario non è dei migliore per i bianconeri, alla luce anche degli scontri diretti”. Attualmente impegnato con la Feralpisalò, Damiano sogna un ritorno in Friuli

Udinese, ma che combini? Ce lo stiamo chiedendo in molti e le risposte tardano ad arrivare. Anche un ex bianconero come Damiano Zenoni, che ha vissuto proprio in Friuli una delle avventure più entusiasmanti di sempre (l’approdo alla fase a gironi della Champions League), non si capacita della posizione di classifica del team di Gigi De Canio. Dopo le ottime prestazioni con Napoli e Fiorentina – a quest’ultima l’ex centrocampista ha assistito dagli spalti del Friuli -, nessuno si sarebbe immaginato una simile situazione. E la sfida di domani pomeriggio con l’Atalanta si presenta come una battaglia infuocata. Zenoni, cresciuto ed esploso proprio nelle file della Dea, in un’intervista rilasciata a MondoUdinese.it, mette in guardia i bianconeri: “Non sarà una passeggiata”.

Zenoni, secondo lei l’Udinese si può aspettare un “regalo” da parte dell’Atalanta, che non ha più nulla da chiedere a questo campionato?

L’Atalanta non ha nulla da perdere, però questa è un’arma a doppio taglio per l’Udinese. Quando giochi con la mente libera possono venire fuori partite strane dove può accadere di tutto. Di sicuro vorranno chiudere in casa nel migliore dei modi. Non so se sia un bene o male per l’Udinese… Di sicuro la formazione di De Canio deve portare a casa almeno un punto. Altrimenti si mette veramente male… e questo mi dispiacerebbe assai. Non ho visto l’ultima partita, ma ho sentito di questa sconfitta meritata e inaspettata contro il Torino.. Peccato perché poteva essere la partita della salvezza. Obiettivamente vedo l’Udinese tra le squadre che può rischiare di retrocedere. Guardando il calendario sappiamo già che l’ultima il Palermo la vince (contro il Verona, ndr) e anche il Carpi se la giocherà fino alla fine. Sicuramente è un bel campionato, perché è ancora aperto a tutto, ma per l’Udinese la vedo discretamente male. Però cerchiamo di pensare positivo.

Lei due settimane fa era a Udine per assistere alla gara con la Fiorentina, una delle più positive della stagione…F.C. Parma Training Session

L’Udinese mi aveva fatto una buona impressione, magari non è stata una partita bellissima, ma ho visto una squadra viva, che ha vinto meritatamente. Faceva ben sperare che continuasse su quella strada, invece è incappata in questa brutta sconfitta che complica tutto.

Quel terribile ko con il Toro appare quasi inspiegabile. Lei che ha giocato per molti anni in serie A se la sente di dare una spiegazione?

Tutte le partite sono “strane”. In certi momenti non importa chi incontri, puoi affrontare chiunque, ma non riesci a importi. Di certo ha incontrato un Torino che stava meglio, privo di obiettivi se non quello di mettere in mostra le sue qualità… qualità emerse anche grazie all’Udinese. Mi aspettavo di più dai bianconeri, almeno sotto il profilo dell’intensità, della voglia di non perdere. Si sono sciolti come neve al sole nel secondo tempo. Quando sono andati sul 2-1 sembrava un segnale positivo, invece hanno subito preso il terzo gol e sono crollati. Adesso bisogna dimenticare al più presto quel ko, concentrandosi sulla partita di domani, la partita della vita. Sarà da dentro o fuori, se non fa risultato all’Atleti Azzurri d’Italia sarà costretta a giocarsi tutto all’ultima giornata. Vero che giochi in casa, ma ciò non significa vittoria assicurata.

E il risultato dell’andata è un’ulteriore complicazione…

Esatto. L’Udinese deve cercare di vincere a Bergamo per evitare situazioni difficili da gestire, anche se l’Atalanta vorrà chiudere bene in casa, non regalerà nulla. E’ anche vero, però, che con la rosa che ha avrebbe già dovuto essere salva da almeno tre, quattro giornate. La notizia positiva, comunque, è rappresentata dal rientro di Zapata, si tratta di un buon punto di partenza. Davanti senza di lui fanno fatica, perché rappresenta un punto di riferimento. Con lui non ci sono mai palle perse, poi è uno che può giocare certe palle sporche ed è uno di quelli che sta meglio. Inoltre Thereau può trarre benefici dalla sua presenza. Per contro, l’assenza di Felipe non è un buon segnale… Sul piano delle motivazioni l’Udinese ne ha decisamente di più comunque rispetto l’Atalanta.

Intanto alla vigilia della sfida con il Toro, Di Natale ha annunciato che il 15 maggio giocherà la sua ultima gara in bianconero. Crede che abbia fatto la scelta giusta?

Dispiace sempre quando un giocatore lascia la società in cui è diventato calciatore doc, ma prima o poi bisogna mollare. Sarebbe brutto chiudere con l’Udinese non salva, credo che nessuno voglia questo. Ma anzi, speriamo che arrivi presto la salvezza per salutare Di Natale nel modo giusto. Se penso a quello che ha dato all’Udinese, credo sia irripetibile nel calcio moderno. Mi piacerebbe vederlo entrare contro il Carpi, segnare, una vera favola.

Secondo lei c’è un erede di Di Natale in serie A?

Forse Lorenzo Insigne, è quello che si avvicina di più per caratteristiche fisiche e tecniche, anche per visione di gioco e senso del gol. A Napoli è più difficile ritagliarsi uno spazio importanza, la fortuna di Di Natale è stata anche aver giocato in un club di media importanza, nel quale lui ha dato tutto ed è diventato un giocatore-simbolo in questi 12 anni.

Infine, lei ora allena gli Allievi nazionali nel settore giovanile della FeralpiSalò, ma pensa sia possibile rivederla in bianconero?

Magari. Mi piacerebbe tantissimo tornare a Udine, mi sono trovato benissimo. Tornerei veramente di corsa per tanti motivi.

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