Luca Magnino, capitan futuro: “Un onore indossare la fascia per questa maglia”

Luca Magnino, capitan futuro: “Un onore indossare la fascia per questa maglia”

Luca Magnino, capitano dell’Udinese Primavera si racconta. Tra studio e sacrifici (in treno ogni giorno da Pordenone per allenarsi), il centrocampista non nasconde i suoi sogni: “Perché è difficile salire dalla Primavera? Forse serve avere un po’ di coraggio nel puntare nei giovani italiani”.

Commenta per primo!

All’anagrafe è Luca Magnino, classe 1997, nato a Pordenone. In campo è solo Capitan Magnino, uno dei leader di una delle linee mediane più forti del campionato Primavera assieme ai vari Pontisso, Borgobello, Halilovic, Garmendia, Tedesco, Mincione Goz e Variola tanto per non scordare nessuno.

Luca è uno dei quei giocatori che ogni allenatore vorrebbe con sé: un ottimo ragazzo fuori, un giocatore di quantità e qualità in campo. Poche parole e tanti fatti e un futuro che tutti gli osservatori si attendono roseo per lui. “Ringrazio innanzi tutto mister Mattiussi che fin dai giovanissimi mi ha concesso l’onore di portare la fascia al braccio per la maglia bianconera, che per un friulano è sempre un onore indossare”. La sua storia comincia però nella Destra Tagliamento: “I primi calci li ho iniziati a tirare nel Cordenons, poi a 11 anni grazie a Angelo Trevisan sono arrivato a Udine“.

Oggi, racconta che si ispira a “Badu se devo dire un nome dell’Udinese. Ma il mio idolo è Marchisio come modo di giocare, anche se oggi agisco davanti alla difesa, per cui in un ruolo un po’ diverso. Ma se devo essere sincero mi trovo meglio da mezzala!”. Sui consigli che arrivano dalla prima squadra non ha dubbi: “Sono tutti gentili, è sempre un’emozione allenarsi assieme a loro“.

primavera
La Primavera Bianconera: Magnino in mezzo il quinto da sinistra

Oggi è capitano della Primavera, un gol e 16 presenze in questa stagione: “Potrei fare molto meglio, sono molto autocritico verso me stesso: posso migliorare in fase propositiva e anche nel giocare la palla posso dare di più. Come squadra è un peccato vedere che in questo strano campionato tutti perdono con tutti. Noi purtroppo abbiamo gettato via tanti punti ed è un po’ un rammarico essere dove siamo, ma ci crediamo ancora. Serve solo vincere, ma tabelle non ne facciamo: speriamo sempre di fare i tre punti, poi vediamo dove finiremo“.

A cominciare dal derby di sabato con l’Hellas Verona: “Sarà una bella partita, loro sono una bella squadra, forse l’unica che ci ha messo in difficoltà all’andata. Ma ce la giocheremo al massimo come sempre“.

Il futuro prossimo, intanto, è ancora tanta palestra per maturare ulteriormente, ma la stoffa per arrivare in Serie A c’è tutta: “Penso che sia difficile poter puntare subito alla massima categoria. Chiaro che ci spero, ma vedendo magari uno come  Pontisso che è più formato rispetto a me punto a qualcosa più in basso, anche se ambire al massimo non guasta mai. Perché è difficile salire dalla Primavera? Forse serve avere un po’ di coraggio nel puntare nei giovani italiani, un po’ come sta avvenendo al Milan. Serve un po’ di audacia da parte di tecnici e società“.

Da Pordenonese è impossibile non guardare anche ai Ramarri: “Bellissimo vedere quello che sta facendo la squadra neroverde. Spero che continui questa striscia. Ho visto una partita dal vivo, poi li guardo davanti al computer dove trasmettono alcune immagini: giocano veramente bene,  poi c’è un mister come Tedino che conosco dalle Nazionali ed è davvero un grande“.

Magnino, determinante in campo, ma anche testa sulle spalle e tanti sacrifici per raggiungere il sogno di giocare da professionista, come il viaggio quotidiano in treno da Pordenone per raggiungere il campo di allenamento: “Intanto vado a scuola, poi mi alleno e studio la sera: punto sul calcio, ma guardo anche alla mia istruzione. Ho la maturità quest’anno (liceo scientifico, ndr). Spero solo che i sacrifici siano ripagati prima o poi. E’ tanti anni che lo faccio, spero che ci sia qualche cosa di buono davanti. La prima convocazione in prima squadra? E’ sempre un sogno, non so quando può arrivare, ma è un sogno che porto dentro“.
Questo è Capitan Magnino, capitan futuro: se avete dieci euro da puntare su uno che farà strada, bé accettate il consiglio di scommetterli su di lui.

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy