Mangia: “Giudizi rinviati al prossimo anno”

Mangia: “Giudizi rinviati al prossimo anno”

È uno degli allenatori emergenti più quotati per qualità tecniche e umane. Devis Mangia, dopo l’esperienza sulla panchina azzurra dell’Under 21 e l’ingaggio allo Spezia (a cui ha fatto seguito la breve parentesi a Bari), è approdato nei mesi scorsi a Sky come commentatore tecnico in attesa di ricalcare i campi di calcio. Proprio domenica 3 maggio l’allenatore milanese classe ’74 era presente al Marc’Antonio Bentegodi ad assistere al match tra Hellas Verona e Udinese, vinto dai friulani grazie a una magia di Di Natale. Proprio del capitano bianconero, ma anche di mercato e di serie A, Mangia ha parlato in esclusiva al settimanale La Vita Cattolica. Under 21 Devis Mangia Lorenzo InsigneMister, questa è stata una stagione fin qui segnata dal predominio della Juventus, dal crollo delle milanesi, dal caso Parma… Ma, in generale, c’è una squadra che l’ha sorpresa? E chi l’ha delusa maggiormente? Per la forza con la quale si è imposta dall’inizio alla fine, direi che mi ha sorpreso la Juventus, che meritatamente ha vinto il quarto scudetto consecutivo. Non so chi, a inizio stagione, avrebbe scommesso che avrebbe chiuso con un così ampio divario sulle altre. Per parlare di delusioni dovremo aspettare l’esito della lotta per Champions ed Europa League. Intanto però possiamo dire che il Milan sicuramente ha disputato una stagione ben al di sotto delle aspettative. Come giudica, invece, il campionato dell’Udinese? Direi che ha compiuto un percorso in linea con quanto è stato dichiarato a inizio stagione. Con il cambio di guida tecnico è stato avviato un nuovo ciclo. Ha comunque raggiunto abbondantemente in anticipo la salvezza e questo è ciò che conta. Spesso la formazione di Andrea Stramaccioni è stata criticata per l’assenza di gioco. Secondo lei qual è modulo più congeniale all’undici bianconero? E quale tipo di giocatore manca alla rosa friulana? Faccio fatica a rispondere perchè avrei dovuto seguire l’Udinese con continuità. Comunque a Udine sanno benissimo, cosa può essere mancato, se qualcosa è mancato. A Verona la squadra ha disputato una partita più che discreta. Chiaro che la qualità del gioco è sempre opinabile, in base al punto di partenza. Anno zero? Esattamente, l’anno prossimo si potranno tirare le somme. Intanto il mercato incombe. Karnezis, Heurtaux, Widmer e Allan figurano tra i possibili partenti: chi andrebbe trattenuto? L’Udinese ha sempre avuto la forza di essere pronta a sostituire immediatamente i giocatori che vanno sul mercato. Da questo punto di vista sono certo che la società avrà le idee chiare su chi è meno determinante, nel senso che c’è già una soluzione alternativa. A proposito di partenze, resta ancora da capire quale sarà il futuro di Di Natale. Se lei fosse l’allenatore dell’Udinese, cosa gli direbbe per convincerlo a rimanere ancora un altro anno? Lo chiuderei negli spogliatoi, così non può scappare (ride, ndr). È un giocatore talmente determinante, come lo ha dimostrato anche domenica a Verona. A Udine faranno di tutto per farlo restare. Difficile se non impossibile trovare un sostituto a Di Natale. Anche perchè per i talenti italiani è sempre più difficile emergere. In tal senso l’Empoli è l’unica società che sta andando controcorrente… Innanzitutto secondo me sarebbe un errore cercare un sostituto, non si possono fare paragoni con Di Natale. Quando sarà il momento, si prenderà un attaccante. Talenti italiani dispersi? Qui potremmo aprire un lunghissimo discorso. Faccio solo un esempio. Qualche giorno fa ho avuto la fortuna di essere a cena con un responsabile del settore giovanile del Barcellona. In Spagna dicevano che erano molto preoccupati per il progetto che l’Italia stava portando avanti con Cesare Prandelli in Nazionale A e con noi nell’Under 21. Quando quel percorso si è chiuso hanno tirato un sospiro di sollievo. È un piccolo segnale. Noi facciamo sempre un po’ fatica a parlare di progetti o a pensare di creare un modello nostro, anche se avremmo le risorse e le qualità per farlo, ma poi ci si perde in altre situazioni. Per l’Europeo del 2013 lei ha convocato giocatori del calibro di Insigne, Verratti, Destro, Florenzi, Borini… quali sono, invece, i giovani sui quali puntare oggi? Beh, noi convocammo quelli e altri li lasciammo a casa, come Zaza, che adesso sta facendo benissimo, o Soriano. In alcuni ruoli c’era abbondanza, soprattutto in avanti. Oggi è un’Under 21 completamente diversa, che ha ottime qualità in difesa. Penso a Romagnoli, Rugani, Bianchetti, Zappacosta,… A proposito di difensori promettenti, l’Inter due anni fa ha ceduto Caldirola al Werder Brema e Donati al Bayern Monaco e non certo per cifre irrinunciabili… Errori di valutazione? Le valutazioni dipendono dai momenti. Alle volte vengono prese determinate decisioni, che a distanza di due anni non sarebbero state prese. Di quell’U21 oltre a Caldirola e Donati, anche Verratti, Immobile e Borini giocano all’estero. Mettiamola così: aumentano il bagaglio di esperienza. Sul perchè non giochino in Italia… è una domanda che rimane in sospeso. Sempre a Israele 2013 era presente anche Alberto Paloschi, che recentemente è stato accostato all’Udinese, dove ritroverebbe l’ex compagno di squadra Thereau. Come lo vedrebbe in bianconero? Sicuramente ha le caratteristiche per giocare in una squadra come l’Udinese. È un giocatore molto valido, oltre a essere un ottimo ragazzo, il che non guasta anzi è un aspetto spesso determinante nelle scelte. Sono certo che potrebbe fare bene in una piazza come Udine.

articolo tratto da La Vita Cattolica

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